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3a DOMENICA DI AVVENTO anno A 14 dicembre 2025

Nessuno diventa ateo se non l’ha meritato. Joergensen Johannes

Accoglienza

La liturgia di oggi fa i conti, all’avvicinarsi del Natale, con la lunga attesa di quest’evento. Gesù è colui di cui parla Isaia, è il Messia atteso da Giovanni Battista. Egli è colui che cambia la nostra storia e porta la redenzione e la salvezza. Non abbiamo solo la speranza che potenti giusti si susseguano a potenti ingiusti, scalzandoli con la violenza dai loro troni. Abbiamo la certezza che Dio ama gli uomini, ha mandato suo Figlio per condividere la loro sofferenza ed in tal modo annientarla.

         Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.  Amen.

La grazia e la pace di Dio nostro Padre e del Signore nostro Gesù Cristo siano con tutti voi. 

E con il tuo spirito.

         PER CHIEDERE PERDONO

Il deserto rifiorisce perché la speranza è sbocciata. Di fronte al Salvatore che viene riconosciamo e confessiamo i nostri peccati, per convertirci ed accogliere nella gioia il dono della vita nuova.

– Signore, perdonaci se ci scandalizziamo di te perché i tuoi gesti di perdono e di misericordia ci sembrano esagerati… e abbi pietà di noi.

Signore pietà!

– Cristo, perdonaci se ci scandalizziamo di te perché i le tue scelte mettono in discussione le nostre certezze e ci chiedono di cambiare vita … e abbi pietà di noi. Cristo pietà!

– Signore, perdonaci non abbiamo riconosciuto che è ormai il tempo di annunciare il vangelo ai poveri… e abbi pietà di noi. Signore pietà!

Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.

Non si dice il GLORIA

PREGHIAMO

Sostieni, o Padre, con la forza del tuo amore il nostro cammino incontro a colui che viene e fa’ che, perseverando nella pazienza, maturiamo in noi il frutto della fede e accogliamo con rendimento di grazie il vangelo della gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

Il Signore che viene continua a guarire il suo popolo perché possa camminare con gioia sulla strada della libertà. È in questa prospettiva che il tempo dell’attesa del Messia è tempo di speranza che ci aiuta ad interrogarlo, per vedere chi lui sia veramente per la storia e per ciascuno di noi.

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaìa (35,1-6a.8a.10.10) 

Il deserto e la terra arida si rallegrino, la steppa fiorisca ed esulti! Si copriranno con fiori di campo, canteranno e grideranno di gioia; diventeranno belli come il Libano, splendidi come il Carmelo e la pianura di Saron. Tutti vedranno la gloria del Signore, la sua grandezza e la sua potenza. Ridate forza alle braccia stanche e alle ginocchia che vacillano. Dite agli scoraggiati: “Siate forti, non abbiate timore! Il vostro Dio viene a liberarvi, viene a punire i vostri nemici”. Allora i ciechi riacquisteranno la vista e i sordi udranno di nuovo. Allora lo zoppo salterà come un cervo, e il muto griderà di gioia. Nel deserto scaturirà una sorgente e scorreranno fiumi nella steppa.  Là ci sarà una strada e si chiamerà la “via santa”.

Nessun impuro e nessun empio la potrà percorrere. Sarà il Signore ad aprirla. La percorreranno tutti quelli che il Signore ha liberato. Arriveranno gioiosi al monte Sion: sul loro volto felicità a non finire. Gioia e felicità rimarranno con loro, tristezza e pianto scompariranno.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 145)

Rit. Vieni, Signore, vieni, Signore, a salvarci.

Oppure Cantato: Fa splendere, fa splendere il tuo volto e salvaci e salvaci e salvaci Signore.

Il Signore ha fatto il cielo e la terra, / il mare e tutto quello che esiste; / mantiene la sua parola, / difende la causa dei perseguitati. Rit.

Il Signore libera i prigionieri, / dà il pane agli affamati; / il Signore apre gli occhi ai ciechi, / rialza chi è caduto / e ama gli onesti. Rit.

Il Signore protegge lo straniero, / difende l’orfano e la vedova / e sbarra il cammino agli oppressori. / Questo è il tuo Dio, o Sion. / Egli è re in ogni tempo; / il suo potere rimane per sempre. Rit.

SECONDA LETTURA

Dalla Lettera di san Giacomo apostolo (5,7-10)

Fratelli, siate dunque pazienti, fino a quando verrà il Signore. Guardate il contadino: egli aspetta con pazienza che la terra produca i suoi frutti preziosi, aspetta le piogge di primavera e le piogge d’autunno. Così siate pazienti anche voi, e fatevi coraggio, perché il giorno del ritorno del Signore è ormai vicino.

Fratelli, non mormorate gli uni contro gli altri, perché il Signore non vi condanni. Il giudice sta per venire!  Ricordatevi dei profeti che hanno parlato per incarico del Signore. Prendeteli come esempio di pazienza e di fedeltà anche nelle sofferenze. 

Parola di Dio.  Rendiamo grazie a Dio.

Canto:

Si accende una luce all’uomo quaggiù, \ presto verrà tra noi Gesù. \ Un’umile grotta solo offrirà \ Betlemme, piccola città. Lieti cantate: gloria al Signor! \ Nascerà il Redentor!

Alleluia, alleluia. Lo Spirito del Signore è su di me, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri.

VANGELO

Dal vangelo secondo Matteo (11,2-11)

In quel tempo, Giovanni era in prigione, ma sentì parlare di quel che faceva il Cristo. Allora gli mandò alcuni dei suoi discepoli per domandargli: “Sei tu quello che deve venire oppure dobbiamo aspettare un altro?”. Gesù rispose ai discepoli di Giovanni: “Andate a raccontargli quel che udite e vedete: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono risanati, i sordi odono, i morti risorgono e la salvezza viene annunziata ai poveri.

Beato chi non perderà la fede in me”. Mentre quelli se ne andavano Gesù cominciò a parlare di Giovanni alla folla. Diceva: “Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? No. Che cosa, allora? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ma quelli che portano abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, ve lo dico io, qualcosa di più che un profeta. Nella Bibbia, Dio dice di lui: “Io mando il mio messaggero davanti a te: egli ti preparerà la strada”.

Anzi, vi assicuro che tra gli uomini nessuno è mai stato più grande di Giovanni il Battezzatore. Eppure, il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui”.

Parola del Signore.  Lode a te, o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Noi che abbiamo conosciuto la gioia che nasce dalla fede, invochiamo il Signore affinché gli uomini del nostro tempo possano incontrarlo nel Bambino che attendiamo. Con fede diciamo:

Dio della gioia, ascolta la nostra preghiera.

1. Per la santa Chiesa: perché testimoni ad ogni uomo e donna il vangelo della gioia, annunciando il Signore che viene a ridonare speranza all’umanità smarrita, senza fiducia e stanca. Preghiamo.

2. Per quanti lavorano alla difesa dei poveri e degli emarginati: perché non si affievolisca la loro speranza, ma sostenuti dalla fiducia, vivano fino in fondo il Vangelo della carità. Preghiamo.

3. Per i battezzati: perché sappiano perseverare nella pazienza e nella fiducia, attendendo il Signore che viene, certi che il regno di Dio si costruisce giorno per giorno. Preghiamo.

4. Per noi che partecipiamo a questa Eucaristia: perché rendiamo credibile il gioioso annuncio del Cristo salvatore, impegnandoci nella liberazione dell’uomo da ogni schiavitù. Preghiamo.

(Diciamo assieme) O Dio Padre, che sei il liberatore dei poveri, vieni incontro alle speranze di quanti ti cercano con cuore sincero, e dona a tutti i tuoi figli di esultare nello Spirito per la venuta del Salvatore Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Sempre si rinnovi, Signore, l’offerta di questo sacrificio, che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l’opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Siamo venuti a cantare la nostra gioia, Dio, insuperabile nell’amore, e, a differenza di Giovanni, riconosciamo in Gesù colui che deve venire, il redentore che hai mandato per renderci tuoi figli, amati da te fin dalla creazione del mondo. Non ci scandalizziamo per Gesù, in cammino tra gli uomini per annunciare la salvezza, il Messia che dona nuova speranza di vita a quanti incontra sulle strade e nelle piazze. In lui riconosciamo, invochiamo e adoriamo il Verbo che si fa uomo nel grembo della Vergine, il fratello solidale con le nostre sofferenze, l’Agnello che dona la vita per il gregge, il Risorto che ci accompagna verso la pienezza della vita. Donandoci Gesù manifesti la tua potenza, che si esprime nell’amore senza confini, nella misericordia più forte del male e nella speranza che riapre alla gioia. In comunione con la Chiesa su tutta la terra, e i fratelli già illuminati dalla luce del tuo volto, esprimiamo nel canto la nostra gioia: Santo…

Preghiamo insieme: Guarda, con benevolenza, Padre clementissimo coloro che ricongiungi a te nel sacrificio del tuo Figlio, e fa’ che, partecipando all’unico pane e all’unico calice, per la potenza dello Spirito Santo, siano riuniti in Cristo in un solo corpo, che non conosca divisione e discordia. Custodisci tutti noi in comunione di fede e di amore con il nostro papa Leone, e il nostro vescovo Riccardo. Aiutaci ad attendere insieme l’avvento del tuo regno fino al giorno in cui staremo davanti a te, santi tra i santi, nella dimora del cielo, con la beata Maria, Vergine e madre di Dio, gli apostoli e i tutti i santi, con i nostri fratelli e sorelle defunti che affidiamo alla tua misericordia. Allora, liberati ormai dalla ferita della colpa, e fatti pienamente nuova creatura, canteremo con gioia l’inno di ringraziamento che sale a te dal tuo Cristo vivente in eterno.

Al Padre nostro: Con la preghiera dei figli alimentiamo la nostra pazienza fino alla venuta del Signore.

RITO DELLA PACE

(Diciamo assieme) Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

MISSUS EST

Missus est Angelus Gabriel a Deo in civitatem Galileæ, cui nomen Nazareth, ad Virginem desponsatam viro, cui nomen erat Joseph, de domo David, et nomen Virginis Maria. Et ingressus Angelus ad eam, dixit: Ave gratia plena: Dominus tecum: benedicta tu in mulieribus. Quæ cum audisset turbata est in sermone eius; et cogitabat qualis esset ista salutatio. Et ait Angelus ei: Ne timeas, Maria, invenisti enim gratiam apud Deum: ecce concipiens in utero, et paries Filium, et vocabis nomen eius Jesum. Hic erit magnus, et Filius Altissimi vocabitur, et dabit illi Dominus Deus sedem David patris eius: et reganabit in domo Jacob in æternum: et regnum eius non erit finis.

Dixit autem Maria ad Angelum: Quomodo fiet istud, quoniam viro non cognosco?

Et respondes Angelus, dixit ei: Spiritus Sanctus superveniet in te, et virtus Altissimi obrumbrabit tibi. Ideoque et quod nascetur ex te Sanctum, vocabitur Filius Dei. Et ecce Elisabeth cognata tua, et ipsa concepit filium in senectute sua: et hic mensis sextus est illi, quae vocatur sterilis; quia non erit impossibile apud Deum omne verbum.

Dixit autem Maria: Ecce ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum tuum.

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, nostro Padre, la forza di questo sacramento ci liberi dal peccato e ci prepari alle feste ormai vicine. Per Cristo nostro Signore.  Amen.

BENEDIZIONE

Dio, che vi dà la grazia di celebrare la prima venuta del suo Figlio e di attendere il suo avvento glorioso vi santifichi con la luce della sua visita. Amen.

Nel cammino di questa vita, Dio vi renda saldi nella fede, gioiosi nella speranza, operosi nell’amore fraterno. Amen.

Voi che vi rallegrate per la venuta del nostro Redentore, possiate godere della gioia eterna, quando egli verrà nella gloria. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre. Amen.

Giovanni Battista è una roccia. Compare sulla scena del mondo con la voce potente del tuono, per scuotere le coscienze dal loro torpore, annunciando che “la scure è posta alla radice degli alberi” che non danno “buon frutto”, perché sta per venire uno più forte di lui, che “battezzerà in Spirito Santo e fuoco”, tenendo “in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile”.  Quando “il più forte” di lui arriva, egli lo presenta ai suoi discepoli: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo”, e si fa da parte, senza smettere, però, la sua lotta contro l’ingiustizia e la corruzione. Finito nella buia prigione di Erode, colui che è più che un profeta, che è addirittura il più grande tra i nati di donna, aspetta che la scure inizi a compiere la sua opera di disboscamento, magari partendo proprio da Erode e dalla sua corrotta combriccola. Invece niente.  Gli arrivano voci di uno che la razza di vipere dei Farisei chiama “beone e mangione, amico dei pubblicani e dei peccatori”. Allora manda i suoi discepoli da Gesù a dirgli: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Gesù non gli risponde in maniera risolutiva, ma, come fa con tutti, lascia a lui la scelta di credere o no: “Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete… E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!”. “E beato colui che non trova in me motivo di scandalo!”. Niente da fare! La fede è sempre una scommessa. Non ci sono sconti per nessuno, nemmeno per il più grande tra i nati di donna. Figuriamoci per noi! Richiede sempre la capacità raddrizzare i suoi sentieri, rinunciando ai nostri, e di accettare che i suoi pensieri non sono i nostri pensieri. E’ ciò che chiede a noi il Signore, sempre, ma anche nella concretezza della nostra storia e del nostro tempo, cioè qui e ora. Domandiamoci, perciò: “Quale scommessa ci chiede la fede in questo Avvento 2025, che stiamo vivendo”? In questa domenica, la parola di Dio ci invita a rallegrarci, a irrobustire le mani fiacche e le ginocchia vacillanti, ad avere coraggio, perché il nostro Dio viene, perché gli occhi dei ciechi si aprono e le orecchie dei sordi si schiudono. Ci chiede, cioè, di credere che Gesù è presente e operante anche oggi negli stessi segni che egli indica ai discepoli affinché lo riferiscano al Battista. Ma è così? La fede ci chiede di scommettere che è così, perché secondo i nostri criteri non c’è proprio motivo di rallegrarsi. La crisi economica, con tutte le altre crisi che porta con sé, non accenna a imboccare soluzioni positivi e risolutive. La sfacciata corruzione e la spudorata ricerca del proprio tornaconto da parte dei responsabili della cosa pubblica incoraggiano anche i cittadini ad aggiustare le proprie cose, senza preoccuparsi degli altri, in una specie di corsa al si salvi chi può. A noi sembrerebbe più giusto e più urgente un intervento alla Giovanni Battista, con il Signore che manovra la scure per togliere di mezzo tutti coloro che hanno provocato la crisi e che invece di risolverla continuano ad aggravarla. Ma il Signore manda dire anche a noi: “Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete… E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!” L’Avvento che stiamo vivendo, ci ricorda, è per rinnovare e rafforzare la scommessa della fede. A noi, come al Battista, viene chiesto di fidarci di lui; di essere pazienti come l’agricoltore, e, sulla fiducia in lui, credere che nonostante le apparenze, il deserto e la terra arida esultano e la steppa fiorisce. Basta la scommessa? È tanto ma non basta. Perché se crediamo che Gesù è all’opera con la misericordia e il soccorso ai più deboli, dobbiamo operare come lui e insieme con lui: niente scure, ma attenzione ai più deboli. Non è né spontaneo né facile, soprattutto nei momenti di crisi, quando l’istintivo spinge a chiudere gli occhi sugli altri, per puntarli su sé stessi.

Ma non c’è niente da fare: la logica di Dio è questa. E’ inutile sperare che cambi. E’ la nostra che deve cambiare.

informazioni   interparrocchiali

calendario

LUNEDÌ 26 FESTA DI S. STEFANO A PIANO SANTA MESSA ORE 11.00, VESPERO ORE 15.00

Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 348 566 3540

don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com

Per eventuali offerte: IBAN IT 55 P 03069 64326 100000006524 

SITO DELLA COLLABORAZIONE:

cpsanpietroincarnia.it

ORARI SANTE MESSE

PIANO: FESTIVO 11.00 PREFESTIVO sabato ore 18.00 FERIALE presso la canonica lunedì e martedì ore 18.00 – ARTA: FESTIVO ore 10.00 – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00 FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00 FERIALE: giovedì ore 18.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00 FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15