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NATALE DEL SIGNORE 25 dicembre 2025

Finché la pace sarà una fame insaziata, e finché non avremo sradicato dalla nostra civiltà

la violenza, il Cristo non sarà nato. Gandhi.

Accoglienza:

Dio entra nella nostra vita per farci entrare nella sua. La lunga attesa è terminata, ma c’è l’Inatteso. Si sperava l’onnipotente, Dio ci manda un bambino. Si sperava lo straordinario e Dio viene nel quotidiano. Si attendeva qualcuno su cui appoggiarsi ed ecco che Egli ha bisogno di noi, bisogno di amore e di tenerezza, di una donna e di un uomo. Alcuni pastori, che vegliano, capiscono. Gli ultimi sono dunque i primi e i rifiutati sono finalmente riconosciuti.

Ci ha condotti in questa chiesa il desiderio di celebrare il Natale del Signore: ognuno di noi possa attingere da questa celebrazione il sentimento di una pace sconfinata e la certezza di un amore rinnovato che ci raggiunge fin dentro le nostre vite.

          TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo / e vieni in una grotta al freddo, al gelo / e vieni in una grotta al freddo, al gelo.

O Bambino mio divino, / io ti vedo qui a tremar. / O Dio beato! / Ah! quanto ti costò l’avermi amato. / Ah! quanto ti costò l’avermi amato.

A te, che sei del mondo il Creatore, / mancano panni e fuoco, o mio Signore, / mancano panni e fuoco, o mio Signore!

Caro eletto, Pargoletto, / quanto questa povertà / più m’innamora, / giacchè ti fece amor povero ancora / giacchè ti fece amor povero ancora.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo, siano con tutti voi.

E con il tuo spirito.

          PER CHIEDERE PERDONO

Invito all’atto penitenziale: Nella luce del Natale, lo Spirito ci riveli le ombre che offuscano la nostra vita.

– In mezzo alle tenebre del mondo, cerchiamo di portare un po’ di chiarore? Nel tempo della prova sappiamo cantare la speranza? Quando sperimentiamo il rancore o la gelosia seminiamo la pace? Signore pietà!

– Quando ci imbattiamo nell’incredulità, testimoniamo la nostra fede? Quando avvertiamo la durezza di cuore, l’egoismo, doniamo un po’ di amore? Cristo pietà!

– In mezzo alla lotta per emergere, offriamo un po’ di misericordia? Di fronte all’egoismo siamo disposti a sacrificarci per gli altri? Facciamo cadere sospetti e pregiudizi attraverso la benevolenza? Signore pietà!

(Diciamo insieme) O Padre, la nascita di Gesù rivela la tua immensa tenerezza nei confronti dell’umanità. La sua luce dìssipi le tenebre che ci portiamo dentro, la sua pace prepari i sentieri della riconciliazione, la sua misericordia guarisca i nostri cuori. Egli è il nostro Salvatore per i secoli dei secoli. Amen.

GLORIA IN EXCELSIS DEO

Et in terra pax hominibus bone voluntatis. / Laudamus te. / Benedicimus te. / Adoramus te. / Glorificamus te. / Gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam. / Dòmine, Deus, Rex caelèstis. Deus Pater omnipotens. / Dòmine Fili unigènite, Iesu Christe. / Dòmine Deus, Agnus Dei, Filius Patris: / Qui tollis peccata mundi, miserere nobis. / Qui tollis peccata mundi, suscipe deprecationem nostram. / Qui sedes ad dèxteram Patris, miserère nobis. / Quoniam tu solus Sanctus. / Tu solus Dominus. / Tu solus Altissimus: Iesu Christe, / Cun Sancto Spiritu, in gloria Dei Patris. Amen.

PREGHIAMO

O Dio, che hai illuminato questo giorno santissimo (questa santissima notte) con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo, concedi a noi, che sulla terra lo contempliamo nei suoi misteri, di partecipare alla sua gloria nel cielo.

Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

L’evento del Natale unisce cielo e terra nell’invito a cantare al Signore un canto nuovo per far conoscere a tutti il mistero che ci avvolge: riconoscere in Gesù il volto umano di Dio, attraverso il quale si riversano sulla terra la bontà e la pace di Dio.

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaìa (9,1-3.5-6)

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce. Ora essa ha illuminato il popolo che viveva nell’oscurità. Signore, tu hai dato loro una grande gioia, li hai fatti felici. Gioiscono davanti a te come quando si miete il grano o si divide un bottino di guerra.

Tu hai spezzato il giogo che gravava sulle loro spalle e li opprimeva. Hai distrutto i loro nemici, come in passato l’esercito di Madian.

È nato un bambino per noi! Ci è stato dato un figlio! Gli è stato messo sulle spalle il segno del potere regale. Sarà chiamato: “Consigliere sapiente, Dio forte, Padre per sempre, Principe della pace”. Diventerà sempre più potente, e assicurerà una pace continua. Governerà come successore di Davide. Il suo potere si fonderà sul diritto e sulla giustizia per sempre. Così ha deciso il Signore dell’universo nel suo ardente amore, e così sarà.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio. 

SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 95)

Rit. Oggi è nato per noi, è nato il Salvatore.

Cantate al Signore un canto nuovo, / cantate al Signore, abitanti del mondo, / cantate e benedite il Signore! Rit.

Ogni giorno annunziate: è lui che ci salva! / Raccontate la sua gloria a tutte le nazioni, / a tutti i popoli narrate le sue imprese. Rit.

Dite a tutti: il Signore regna! / giudica i popoli con giustizia, / rende stabile il mondo, che non sarà mai scosso. Rit.

Si rallegrino i cieli, esulti la terra, / davanti al Signore che viene, / che viene a governare la terra: / governerà il mondo con giustizia / e tratterrà i popoli con equità. Rit.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito (2,11-14)

Dio infatti ha manifestato per tutti gli uomini la sua grazia che salva. Questa grazia ci insegna a respingere ogni malvagità e i nostri cattivi desideri, per vivere invece in questo mondo una vita piena di saggezza, di giustizia e di amore verso Dio. Intanto aspettiamo che si manifesti la gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo. Egli è la nostra gioia e la nostra speranza. Egli ha dato se stesso per noi, per liberarci da ogni malvagità e avere un suo popolo puro e impegnato in buone opere. 

Parola di Dio.

Rendiamo grazie a Dio.

         CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Vi annunzio una grande gioia: oggi vi è nato un Salvatore: Cristo Signore.

VANGELO

Dal vangelo secondo Luca (2, 1-14)

In quel tempo l’imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell’impero romano. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a far scrivere il loro nome nei registri, e ciascuno nel proprio luogo d’origine. Anche Giuseppe partì da Nàzaret, in Galilea, e salì a Betlemme, la città del re Davide, in Giudea. Andò là perché era un discendente diretto del re Davide, e Maria sua sposa, che era incinta, andò con lui. Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire, ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché non avevano trovato altro posto. In quella stessa regione c’erano anche alcuni pastori. Essi passavano la notte all’aperto per fare la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce, così che essi ebbero una grande paura. L’angelo disse: «Non temete! Io vi porto una bella notizia che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato il vostro Salvatore, il Cristo, il Signore. Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia». Subito apparvero e si unirono a lui molti altri angeli. Essi lodavano Dio con questo canto: «Gloria a Dio in cielo e pace in terra agli uomini che egli ama».

Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

                   PROFESSIONE DI FEDE

IO CREDO IN DIO, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

          preghiera dei fedeli

Nel Natale del Signore Gesù, i nostri cuori avvertono la grandezza del mistero: Dio si è fatto uomo, uno di noi, come noi. Le nostre pene e le nostre gioie sono anche le sue. Rivolgiamoci allora al Padre, nella fiducia:

          Colmaci di gioia e di pace.

1. Fa’ che la gioia delle comunità cristiane in festa possa contagiare tutti coloro che cercano Dio e provano la nostalgia della fede. Preghiamo…   

2. Dona uno spirito di collaborazione e di intesa a quanti desiderano il bene di tutti. Possano superare le divisioni per raggiungere decisioni utili e sagge. Preghiamo…

3. Non lasciar mancare nelle nostre famiglie l’affetto e la cordialità. Ognuno sappia offrire agli altri un ascolto attento e una parola benevola. I dissidi e le incomprensioni non rovinino la letizia dei piccoli e dei grandi. Preghiamo…

4. Sostieni tutti gli uomini e le donne che sognano un mondo più giusto e più equo. Dona successo ai loro progetti di solidarietà e di fraternità. Preghiamo…

5. Dove c’è solitudine, possa risuonare la voce amica di un vicino o di un familiare. Dove c’è sofferenza, ci sia qualcuno che ha la pazienza di ascoltare e di condividere. Preghiamo…

          Diciamo insieme In questo Natale, Signore Dio, tu ci fai sperare. E sperare intensamente. Tu ci conduci a riconoscere il tuo Figlio nel Bambino del presepio, Gesù, nostra luce e nostra gioia per i secoli dei secoli. Amen.

         ADESTE FIDELES

Adeste, fideles, læti triunphantes, / Venite, venite in Bethelm: / natum videte Regem Angelorun:

Venite adoremus, venite adoremus, venite, adoremus Dominum.

En grege relicto, humiles ad cunas / vocati pastores adproperant: / et nos ovanti gradu festinemus: Venite….

         SULLE OFFERTE

Accetta, o Padre, la nostra offerta in questo giorno (in questa notte) di luce, e per questo misterioso scambio di doni trasformaci nel Cristo tuo Figlio, che ha innalzato l’uomo accanto a te nella gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.

In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore.

Rendiamo grazie al Signore il nostro Dio.

È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nel mistero del Verbo incarnato è apparsa agli occhi della nostra mente la luce nuova del tuo fulgore, perché conoscendo Dio visibilmente, per mezzo suo siamo conquistati all’amore delle realtà invisibili. E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria…

Sanctus, sanctus, sanctus Dòminus Deus Sabaoth. Pleni sunt cæli et terra gloria tua. Hosanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Dòmini. Hosanna in excelsis.

Preghiamo insieme Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro papa Francesco., il nostro vescovo Riccardo, i presbiteri i diaconi. Ricordati dei nostri fratelli e sorelle, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione e, nella tua misericordia, di tutti i defunti: ammettili alla luce del tuo volto. Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, san Giuseppe, suo sposo, gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi, e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua lode e la tua gloria.

         PATER NOSTER

Pater noster, qui es in cælis: santificetur nomen tuum: advèniat regnum tuum; fiat volùntas tua, sicut in cælo, et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hòdie; et dimitte nobis dèbita nostra, sicut et nos dimìttimus debitoribus nostris;  et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a malo.

Agnus Dei qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Agnus Dei qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Agnus Dei qui tollis peccata mundi, dona nobis pacem.

         NOT DI CÎL

Not di cîl not d’amôr / ‘l è nassût il Salvadôr. / Vegle, Mari, sore il To Frut / ch’al à frèit e al fâs il blecut.

Duar pacific, Frutin. / Duar pacific, Frutin.

Floc di neif, Tu seis biel / mulisit tanch’un pangel. / Agnui cjàntin, corin pastôrs, / puàrtin lat e ghirlandes di flôrs. Duar…

Puarte pâs, puarte bontât / a traviade umanitât. / Resti simpri da stele il splendôr / ogni cûr seti plen dal To amôr. Duar…

          ASTRO DEL CIEL

Astro del ciel, Pargol divin / mite Agnello Redentor! / Tu che i vati da lungi sognar / Tu che angeliche voci annunziar, Luce dona alle menti / pace infondi nei cuor. (2 volte)

Astro del ciel, Pargol divin, / mite Agnello Redentor! / Tu di stirpe regale decor, / Tu virgineo mistico fior, / Luce…

Astro del ciel, Pargol divin, / mite Agnello Redentor! / Tu disceso a scontare l’error, / Tu sol nato a parlare d’amor, / Luce…

         DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che ci hai convocati a celebrare nella gioia la nascita del Redentore, fa che testimoniamo nella vita l’annunzio della salvezza, per giungere alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

         BENEDIZIONE

Dio infinitamente buono, che nella nascita del suo Figlio ha inondato di luce giorno santissimo (questa notte santissima), allontani da voi le tenebre del male e vi illumini con la luce del bene. Amen.

Dio, che inviò gli angeli ad annunciare ai pastori la grande gioia del Natale del Salvatore, vi ricolmi della sua beatitudine e vi faccia messaggeri del suo Vangelo. Amen.

Dio, che nell’incarnazione del suo Figlio ha congiunto la terra al cielo, vi conceda il dono della sua pace e della sua benevolenza e vi renda partecipi dell’assemblea celeste. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre. Amen.

QUANDO È NATALE!

Quando tu incontri un amico, quando tu accarezzi un malato, / quando tu abbracci tua madre… / È Natale il tuo Natale!

Quando tu aiuti chi ha fame, / quando tu accompagni un anziano, / quando tu ti senti bambino… / È Natale il tuo Natale!

Quando noi ci diamo la mano, / quando noi Ti stiamo vicino, / quando noi parliamo di pace… / È Natale il nostro Natale!

Come la grande maggioranza degli esseri umani, anche Gesù è stato schedato. Venne registrato in uno dei censimenti che gli imperatori periodicamente organizzavano per vedere quanti sudditi avevano e come erano distribuiti. Gesù capitò sotto Cesare Augusto, uno degli imperatori romani più celebrati e più saggi dell’antichità. Ma Cesare Augusto non si accorse mai di Gesù, come non se ne accorsero i suoi primi successori. Fu solamente un secolo dopo che qualche storico romano cominciò ad annotare l’esistenza di un certo Gesù. Nei registri dell’imperatore, dunque, Gesù è solo un numero, uno dei tanti milioni di nomi che venivano scritti nell’elenco dei sudditi.

Per qualcuno, però, Gesù non è un numero, non è uno dei tanti: per i pastori Gesù è unico, è un dono speciale di Dio, uno che porta una grande luce. Gesù rimane completamente nell’ombra per l’imperatore, mentre inonda di luce i pastori. Dio svela il suo stile già fin dal primo momento della comparsa di Gesù sulla terra: uno stile che ignora quelli che contano sulla loro potenza – il censimento era un grande segno di potenza – e va a cercare quelli che non possono far leva sulla loro forza, ma sono poveri e si affidano a Dio.

L’imperatore, con i suoi mezzi potenti, riuscì a catalogare tutto: denaro, terreni, persone; con i suoi strumenti riuscì a catalogare anche il piccolo Gesù, e tuttavia non si accorse di lui. I pastori, sprovvisti di ogni mezzo, ignoravano quanto fosse grande l’impero, ma si accorsero del piccolo Gesù. Perché è l’umiltà che si accorge del piccolo Gesù; sono gli umili che apprezzano le cose piccole, sono gli umili che vanno a cercare i segni di Dio, non nelle manifestazioni potenti ma nello sguardo di un neonato.

Un imperatore e un pastore si contendono sempre il mio cuore. Prevale in me l’imperatore quando mi lascio tentare dalla ricerca delle cose che colpiscono; quando misuro gli altri sulla base di quello che appare e che impressiona; quando organizzo anch’io i miei piccoli censimenti, per poter fare leva sulle cose che possiedo e quando cerco di esercitare il mio potere sulle persone. Prevale invece in me il pastore quando mi accontento dei doni che ho ricevuto e cerco di metterli a disposizione; quando rimango aperto ai segni di Dio, alle luci che mi manda attraverso le tante persone che incontro; quando ho il coraggio di mettermi umilmente in cammino, quando cerco il volto di Dio nel volto dei piccoli: i poveri, i malati, coloro che non hanno nulla da esibire sul mercato di quelli che contano. Forse è proprio questa la differenza fondamentale tra l’imperatore e i pastori: lui riesce a catalogare tutte le cose e le persone dell’impero, ma se ne sta fermo a Roma, mandando in giro i suoi funzionari; i pastori invece si alzano, si muovono, si mettono in moto, vanno verso una meta. L’imperatore fa arrivare a sé tutti gli elenchi dell’impero, è centrato su se stesso e sono gli altri che convergono verso di lui; mentre i pastori sono decentrati da loro stessi, sono orientati fuori dalla loro cerchia, verso la luce e il bambino. All’imperatore bastano dei numeri, dei nomi scritti, dei volumi; i pastori invece hanno bisogno di vedere un bambino in carne e ossa, hanno bisogno dell’incontro con una persona vera. Troppe volte il Signore rimane per me un nome scritto in un volume, uno dei tanti nomi che si leggono da qualche parte; ma solo quando diventa un essere vivo, in carne e ossa, solo quando lo incontro nell’umiltà, quando ho la forza di seguire la luce, allora la mia fede è viva e mi dà gioia, come la gioia che secondo Luca investì i pastori. In questa notte santa il Signore ci liberi dalla tentazione di seguire le cose che contano e ci aiuti, come i pastori, a lasciarci guidare umilmente dalla sua luce.