5a DOMENICA DI QUARESIMA anno A 22 marzo 2026

Tu apri le nostre tombe per riversare su di noi il tuo Spirito di vita
Accoglienza Passare dalla morte alla vita: è la proposta che viene rivolta ad ognuno in questa Quinta Domenica di Quaresima.
Nulla appare più certo e più forte della morte. Ma il Padre nel suo Figlio ha mostrato di poter sconfiggere ogni forma di morte che ci rovina l’esistenza, perché il suo Amore è più forte del nostro peccato, della morte. La morte ci spaventa, ma Dio non ci abbandona al nostro “destino”. Mediante il suo Figlio ci porta a conoscere la vita che dura per l’eternità, che non finisce mai.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi.
E con il tuo spirito.
PER CHIEDERE PERDONO
Invito all’atto penitenziale. Come Marta e Maria, anche noi ti diciamo il nostro smarrimento. Solo tu puoi mostrarci la vittoria della vita e dell’amore su tutto ciò che lacera e ferisce.
Signore, perdonaci se talvolta dubitiamo del tuo amore e, come Marta, ti diciamo la nostra sofferenza e delusione perché non vediamo ascoltate le nostre richieste; e abbi pietà di noi. Signore pietà
Cristo, perdonaci se non sappiamo ascoltarti e dialogare con te, così da giungere, come Marta, ad una fede ancora più grande e diretta; e abbi pietà di noi. Cristo pietà.
Signore, perdonaci se anche di fronte ai tuoi doni non aumenta la nostra fede nella tenerezza di un Dio che dona vita; e abbi pietà di noi. Signore pietà
(Diciamo insieme) Solo in te, o Padre, trova pace la nostra inquietudine e la nostra angoscia di fronte alla morte. Solo in te il nostro cuore si apre alla speranza di una vita che non viene meno, per i secoli dei secoli. Amen.
Durante la Quaresima non si recita il Gloria.
PREGHIAMO
Eterno Padre, la tua gloria è l’uomo vivente; tu che hai manifestato la tua compassione nel pianto di Gesù per l’amico Lazzaro, guarda oggi l’afflizione della Chiesa che piange e prega per i suoi figli morti a causa del peccato, e con la forza del tuo Spirito richiamali alla vita nuova. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
Il duello tra morte e vita è antico quanto l’uomo. Per chi crede, la vittoria della morte è solo apparente: Ezechiele garantisce che Dio è Signore della risurrezione e Paolo assicura che lo Spirito di Gesù risorto risusciterà anche noi. La rianimazione di Lazzaro è il segno che ci spinge a dichiarare la nostra fede in Cristo risurrezione e vita.
PRIMA LETTURA
Dal Libro del profeta Ezechiele (37,12-14) Riferisci quel che io, il loro Dio, il Signore, dichiaro: Io sto per aprire le vostre tombe: vi farò uscire, popolo mio, e vi condurrò nella vostra terra, Israele. Quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire, popolo mio, allora riconoscerete che io sono il Signore.
Metterò il mio spirito in voi e voi vivrete. Vi lascerò vivere nella vostra terra. Allora riconoscerete che io sono il Signore e che quel che dico, lo faccio. Lo affermo io, il Signore!
Parola di Dio.
Rendiamo grande a Dio.
SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 129)
Rit. Il Signore è bontà e misericordia.
Dal profondo dell’angoscia grido a te, Signore; / Signore, ascolta il mio pianto! / Le tue orecchie siano attente / alla voce della mia preghiera. Rit.
Se tieni conto delle colpe, Signore, / Signore, chi potrà vivere ancora? / Ma Tu sei colui che perdona / e noi potremo servirti. Rit.
Con tutta l’anima spero nel Signore / e conto sulla sua parola: / spero nel Signore e l’attendo / più che una sentinella l’aurora. Rit.
Tutto Israele speri nel Signore: / egli è buono e può liberarci. / Il Signore libera il suo popolo / da tutti i suoi peccati. Rit.
SECONDA LETTURA
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,8-11)
Fratelli quelli che vivono secondo il proprio egoismo non possono piacere a Dio. Voi, però, non vivete così: vi lasciate guidare dallo Spirito, perché lo Spirito di Dio abita in voi. Ma se qualcuno non ha lo Spirito donato da Cristo, non gli appartiene. Se invece Cristo agisce in voi, voi morite, sì, a causa del peccato, ma Dio vi accoglie e il suo Spirito vi dà vita. Se lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, lo stesso Dio che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche a voi, sebbene dobbiate ancora morire, mediante il suo Spirito che abita in voi.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
CANTO AL VANGELO
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chi crede in me non morrà in eterno.
VANGELO
Dal vangelo secondo Giovanni (11,3-7.17.20-27.33-45 forma breve)
In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». le sorelle di Lazzaro fecero avvisare Gesù: “Signore, il tuo amico è ammalato”. Quando Gesù ebbe questa notizia disse: “Questa malattia non porterà alla morte, ma servirà a manifestare la gloriosa potenza di Dio e quella di suo Figlio”. Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella Maria e a Lazzaro. Quando sentì che Lazzaro era ammalato aspettò ancora due giorni, poi disse ai discepoli: “Torniamo in Giudea”. Quando vi giunse Gesù, a Betania in Giudea, Lazzaro era nella tomba da quattro giorni. Quando Marta sentì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece rimase in casa. Marta disse a Gesù: “Signore, se tu eri qui, mio fratello non moriva! E anche ora so che Dio ascolterà tutto quello che tu gli domandi”. Gesù le disse: “Tuo fratello risorgerà”. Marta rispose: “Sì, lo so; nell’ultimo giorno risorgerà anche lui”.Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; anzi chi vive e crede in me non morirà mai. Credi tu questo?”. Marta gli disse: “Signore, sì! Io credo che tu sei il Messia, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo”. Gesù fu scosso dalla tristezza e dall’emozione e domandò: “Dove l’avete sepolto?”. Risposero: “Signore, vieni a vedere”. Gesù si mise a piangere. Allora la gente disse: “Guarda come gli voleva bene!”. Ma alcuni di loro dissero: “Lui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva fare in modo che Lazzaro non morisse?”. Allora Gesù ebbe un nuovo fremito di tristezza. Poi giunse alla tomba. Era scavata nella roccia e chiusa con una pietra. Gesù disse: “Togliete la pietra!”. Marta, sorella del morto, osservò: “Signore, da quattro giorni è lì dentro; ormai puzza!”. Gesù replicò: “Non ti ho detto che se credi vedrai la gloriosa potenza di Dio?”. Allora spostarono la pietra. Gesù alzò lo sguardo al cielo e disse: “Padre, ti ringrazio perché mi hai ascoltato. Lo sapevo che mi ascolti sempre. Ma ho parlato così per la gente che sta qui attorno, perché credano che tu mi hai mandato”.
Subito dopo gridò con voce forte: “Lazzaro, vieni fuori!”. Il morto uscì con i piedi e le mani avvolti nelle bende e con il viso coperto da un lenzuolo. Gesù disse: “Liberatelo e lasciatelo andare”. La gente che era venuta a trovare Maria vide quello che Gesù aveva compiuto. Molti di loro perciò credettero in lui.
Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.
PROFESSIONE DI FEDE
Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
PREGHIERA DEI FEDELI
O Padre, tu accogli ogni nostra sofferenza e ogni nostra pena. Tu hai esaudito la richiesta del tuo Figlio per Lazzaro, tu continui ad ascoltare le nostre suppliche perché hai compassione di noi. Non permettere che ci rassegniamo al potere della morte.
A te diciamo insieme:
Liberaci dal potere del male e della morte!
1. Perché quanti amministrano la cosa pubblica garantiscano dignità e pace a tutti i popoli, noi ti preghiamo …
Liberaci dal potere del male e della morte
2. Per quanti si sentono smarriti dinanzi alla fine del proprio cammino terreno, e hanno perso la speranza, noi ti preghiamo …
3. Per quanti soffrono a motivo della morte di una persona cara, noi ti preghiamo …
4. Per coloro che vivono rinchiusi nella tomba dell’indifferenza, dell’odio, della violenza e di ogni forma di male, noi ti preghiamo …
5. Perché noi qui riuniti, ravviviamo la nostra fede nella vita eterna, noi ti preghiamo …
6. Perché tutti i defunti godano per sempre della gioia del Cielo, noi ti preghiamo …
(Diciamo assieme) Signore Dio, tu non hai voluto lasciarci in balia della morte e delle lacerazioni che essa provoca. La speranza abita i nostri animi ed i nostri cuori attendono il tuo giorno, giorno di risurrezione e di vita eterna. Che tu sia benedetto nei secoli dei secoli. Amen.
SULLE OFFERTE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere: tu che ci hai illuminati con gli insegnamenti della fede, trasformaci con la potenza di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Dio, Eterno Padre, ci hai riuniti perché riconosciamo che la tua gloria è l’uomo vivente e innalziamo la nostra lode a te per il dono che riceviamo in Gesù, tuo Figlio e Signore. nostro
Padre tu hai manifestato la compassione per le tue creature nel pianto di Gesù per l’amico Lazzaro, quando confermava l’attesa fiduciosa di Marta e Maria riportando in vita il loro fratello. Tu sempre guardi con immenso amore l’afflizione della Chiesa che piange e prega per i suoi figli, resi fragili per la malattia e lontani da te a causa del peccato.
Con la forza del tuo Spirito, richiami alla vita nuova quanti si affidano con fiducia alla tua misericordia. Guidati dallo Spirito, con gli angeli e i santi del cielo, riconosciamo la tua forza e tenerezza cantando la lode per i tuoi benefici:
Sant pag 5
Preghiamo insieme Ora, Padre, ricordati del tuo servo e nostro papa Leone, del nostro vescovo Riccardo, dell’ordine episcopale, dei presbiteri, dei diaconi, di coloro che si uniscono alla nostra offerta, di quanti sono qui riuniti, dell’intero tuo popolo e di tutti quelli che ti cercano con cuore sincero. Ricordati anche di coloro che sono morti nella pace del tuo Cristo, e di tutti i defunti, dei quali tu solo hai conosciuto la fede. Padre misericordioso, concedi a tutti noi, tuoi figli, di ottenere con la beata Maria Vergine e Madre di Dio, con san Giuseppe, suo sposo, gli apostoli e i santi, l’eredità eterna del tuo regno, dove con tutte le creature, liberate dalla corruzione del peccato e della morte, canteremo la tua gloria, in Cristo nostro Signore, per mezzo del quale tu, o Dio, doni al mondo ogni bene.
Al Padre nostro: L’apostolo Paolo ci ha ricordato: «Lo Spirito di Dio abita in voi». E’ in questo Spirito, che ci ha resi figli nel Figlio, che noi possiamo rivolgerci a Dio, chiamandolo Padre; a Lui rivolgiamo la preghiera che ci è stata consegnata nel nostro Battesimo. Diciamo insieme: Padre nostro…
Rito della pace:
(Diciamo assieme) Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Agnel di Diu pag 5
DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, concedi a noi tuoi fedeli di essere sempre inseriti come membra vive nel Cristo, poiché abbiamo comunicato al suo corpo e al suo sangue. Per Cristo nostro Signore. Amen.
BENEDIZIONE
Dio, Padre di misericordia, che nella passione del suo Figlio ci ha dato il modello dell’amore, ci faccia gustare il dono della sua benedizione nell’umile servizio a Dio e ai fratelli. Amen.
Possiamo ottenere da Cristo il dono della vita eterna per la nostra fede nella sua morte salvifica. Amen.
Noi, che seguiamo l’esempio di umiltà lasciato da Cristo, possiamo aver parte alla sua risurrezione. Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e Spirito Santo, discenda su di noi e con noi rimanga sempre. Amen.
«Io sono la risurrezione e la vita»: il lungo racconto della risurrezione di Lazzaro ruota attorno a questa frase, al centro dell’episodio. È la risposta di Gesù a Marta, che, da buona ebrea, gli aveva espresso la sua fede nella risurrezione finale dei morti, alla fine dei tempi: «So che [Lazzaro] risorgerà, nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù non nega questa risurrezione futura, ma dice che c’è una risurrezione presente: «Io sono la risurrezione». Già adesso, nella nostra vita terrena, c’è dunque una risurrezione. Quella finale è la risurrezione del corpo, quella presente è la risurrezione del cuore.
Non esiste infatti solo la morte del corpo: esiste anche quella del cuore. Noi giustamente chiamiamo «morte» il momento nel quale il nostro corpo smette di funzionare e rimane immobile; ma sperimentiamo tante volte anche delle «morti» già in questa vita terrena: legami d’affetto che si spezzano, delusioni da cui è difficile riprendersi, malattie pesanti, incidenti, lutti e quel senso di precarietà e di provvisorio che avvertiamo anche a causa della crisi economica. Sono tante morti del cuore. È per questo che Gesù non parla solo della risurrezione futura ma anche di quella presente.
Che cosa significa però «risurrezione del cuore»? Come possiamo riprendere vita dopo queste morti, che incidono così tanto nella nostra esistenza e a volte compromettono la gioia e la voglia di vivere? Quando leggo il racconto di Lazzaro rimango sempre colpito dal grande affetto che c’è attorno a lui. Lazzaro doveva essere una perso¬na davvero speciale, se la sua morte aveva gettato tutti nella tristezza, e in primo luogo Gesù. All’inizio del racconto Gesù definisce Lazzaro «il nostro amico», e più avanti, quando vede che tutti ne piangono la scomparsa, si commuove profondamente e resta turbato; fino a scoppiare in pianto davanti alla tomba; un pianto così vero che fa dire ai giudei presenti: «Guarda come lo amava!».
Ma non è solo Gesù a piangere Lazzaro: le due sorelle, Marta e Maria, sentono la sua mancanza così pungente da rimproverare Gesù, entrambe con la stessa espressione: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». E piangevano, come dice il vangelo, anche i giudei che erano andati al sepolcro con Maria. Lazzaro è molto amato da tutti. E la sua risurrezione è soprattutto il frutto di questo amore. Se le sorelle si fossero disinteressate di Lazzaro, se Gesù non gli fosse stato amico stretto e se la gente fosse rimasta indifferente di fronte alla sua morte, non ci sarebbe stata l’occasione del miracolo. È un miracolo prodotto dall’affetto.
L’affetto – i legami veri, le relazioni profonde, in una parola l’amore – fa risorgere. E non solo farà risorgere in futuro il nostro corpo, ma fa risorgere al presente il nostro cuore. Le nostre morti quotidiane possono arrendersi alla vita se interviene l’amore, se si riscoprono i legami che contano. Il vuoto di un grave lutto non si colma facilmente; però può diventare occasione per riallacciare relazioni ormai spente, e in qualche modo riprendere vita. Le tante sofferenze dell’esistenza terrena possono diventare anche motivo di vita, quando attorno ad esse si riattiva una rete di relazioni e di affetti.
Esiste un legame tra risurrezione del cuore e risurrezione del corpo: perché sono le relazioni, sono i gesti di amore autentico, a farci riprendere vita: non solo ora, ma anche alla fine dei tempi. La risurrezione dei corpi non è da immaginare come la ripresa della vita terrena tale e quale, ma come la realizzazione piena e perfetta delle nostre relazioni terrene; il nostro corpo è infatti il luogo delle relazioni concrete, il mezzo che abbiamo di entrare in rapporto con gli altri e con il mondo; è attraverso il nostro corpo che noi amiamo e Gesù stesso ha parlato del giudizio finale in termini «corporei»: quandolo incontreremo non ci chiederà semplicemente se abbiamo pregato per i fratelli o se li abbiamo pensati intensamente, ma se abbiamo dato loro da mangiare e da bere, se li abbiamo vestiti e visitati (cf. Mt 25,31-46). Ci chiederà se li abbiamo amati non solo nello spirito e nella mente, ma anche e soprattutto nel corpo. La risurrezione dei morti alla fine dei tempi sarà il compimento delle risurrezioni quotidiane del cuore. Quanto più avremo aiutato i fratelli a risorgere ora, tanto più intensa sarà la risurrezione finale. Chiediamo al Signore di diventare segni di risurrezione già ora per le persone che incontriamo.
informazioni interparrocchiali
VENERDÌ 27 MARZO 2026
ALZERI: VIA CRUCIS ALLE ORE 15.00
ARTA: VIA CRUCIS ALLE ORE 17.00
CEDARCHIS: VIA CRUCIS ALLE ORE 18.00
cambio orario tra sabato 28 e domenica 29 le lancette dell’orologio SI SPOSTANO avanti di un’ora
DOMENICA 29 marzo
BENEDIZIONE DELL’ULIVO
ARTA: ADORAZIONE AL SANTISSIMO DALLE ORE 15.30 ALLE ORE 17.00
Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 3485663540
don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com
Per eventuali offerte: IBAN IT 55 P 03069 64326 100000006524
ORARI SANTE MESSE
PIANO: FESTIVO 11.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, lunedì e martedì ore 18.00 presso la cappella delle Suore – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 18.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15