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3a DOMENICA DI PASQUA  anno A 19 aprile 2026

Nelle cose necessarie, unità; nelle dubbie, libertà; in tutte, carità. Sant’Agostino

CABIA: FESTA DI SAN GIORGIO

Al tuo nome, o San Giorgio, \ esce limpido dal cuore, \ dei tuoi figli, il dolce canto \ che sciogliamo in tuo onore. |Per Gesù tu fosti invitto \ sopra i campi della gloria \ tu cogliesti di vittoria \ sempre palma e sempre allor.

Rit. San Giorgio ritorna \ fra i giovani ancor \ ti chiaman frementi \ di gioia e d’amor.

O San Giorgio i nostri voti \ dall’empir benigno accetta \ e per noi le grazie affretta \ dalla mano del Signore. Siam tuoi figli a te vicini \ vogliam vivere sempre puri \ via da noi pensieri impuri \ diamo a Dio la mente e il cuor. Rit.

Celebriamo la Terza Domenica di Pasqua.

Oggi siamo invitati a seguire le orme dei pellegrini di Emmaus. Anche noi, nel cammino della nostra vita, facciamo ora una pausa per stare un po’ insieme al Signore. Lo sentiremo presente mentre ci scalda il cuore nell’ascolto della sua Parola. Lo riconosceremo nello spezzare il pane. Lo testimonieremo gli uni agli altri e saremo trasformati anche noi in annunciatori della sua presenza nella vita del mondo. Mentre sentiamo ardere il nostro cuore, scopriamo che la sera non scende più, perchè Cristo cammina per sempre con noi.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La pace, la carità e la fede da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi. 

E con il tuo spirito.

PER CHIEDERE PERDONO

Come i due discepoli di Emmaus, fatichiamo anche noi a riconoscere il Signore come amico e compagno nel nostro pellegrinaggio. Mentre invochiamo il suo perdono, gli chiediamo di inclinare l’orecchio del nostro cuore alla sua Parola.

– Signore Gesù, se il nostro “speravamo” tradisce la delusione di essere tuoi discepoli e la tentazione di abbandonare il cammino della fede… tu abbi pietà di noi. Signore pietà!

– Cristo Gesù, se il nostro cuore non si riscalda alle tue parole, e non matura in noi l’invocazione “resta con noi” come risposta al tuo dono… tu abbi pietà di noi. Cristo pietà!

– Signore Gesù, se fatichiamo a riconoscerti nel Pane dell’Eucaristia che continui a spezzare tra noi come forza per tornare a raccontare della tua risurrezione… tu abbi pietà di noi. Signore pietà!

(Diciamo insieme) Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.

GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI

e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

PREGHIAMO

O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua raccogli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci il tuo Spirito, perché nella celebrazione del mistero eucaristico riconosciamo il Cristo crocifisso e risorto, che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture, e si rivela a noi nell’atto di spezzare il pane. Egli è Dio e vive con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

Sempre in cammino: può essere così sinteticamente descritto il tema della Liturgia della Parola di questa Domenica.

«Un cammino pieno di speranza» è quello che Luca propone nel Vangelo, attraverso l’esperienza dei discepoli di Emmaus; un «camminare nella storia, guardando con gli occhi di Dio», è il centro del discorso di Pietro nella Prima Lettura; «indicazioni per il cammino di vita cristiana», può essere l’inizio della Seconda Lettura.

PRIMA LETTURA

Dagli Atti degli Apostoli (2, 14.22-33)

Nel giorno di Pentecoste, Pietro si alzò insieme con gli altri undici apostoli. A voce alta parlò così:  «Uomini d’Israele, ascoltate ciò che sto per dire. Gesù di Nazaret era un uomo mandato da Dio per voi. Dio gli ha dato autorità con miracoli, con prodigi e con segni. È stato Dio stesso a compierli per mezzo di lui fra voi. E voi lo sapete bene! Quest’uomo, secondo le decisioni e il piano prestabilito da Dio, è stato messo nelle vostre mani e voi, con la complicità di uomini malvagi, lo avete ucciso inchiodandolo a una croce. Ma Dio l’ha fatto risorgere, liberandolo dal potere della morte. Era impossibile infatti che Gesù rimanesse schiavo della morte. Un salmo di Davide infatti dice di lui: “Vedevo continuamente il Signore davanti a me: egli mi sostiene perché io non abbia a cadere. Per questo io sono pieno di gioia e posso cantare la mia felicità. Pur essendo mortale, vivrò nello speranza, perché tu non mi abbandonerai nel mondo dei morti e non permetterai che il tuo santo vada in corruzione. Tu mi hai mostrato i sentieri che portano alla vita e con la tua presenza mi riempirai di gioia.  Fratelli, devo parlarvi molto chiaramente riguardo al nostro patriarca Davide. Egli è morto e fu sepolto, e la sua tomba si trova ancor oggi in mezzo a noi”. Egli però era profeta, e sapeva bene quel che Dio gli aveva promesso con giuramento: “Metterò sul tuo trono uno del tuo sangue”. Davide dunque vide in anticipo ciò che doveva accadere, e queste sue parole si riferiscono alla risurrezione del Messia: Egli non è stato abbandonato nel mondo dei morti e il suo corpo non è andato in corruzione. Questo Gesù, Dio lo ha fatto risorgere, e noi tutti ne siamo testimoni. Egli è stato innalzato accanto a Dio e ha ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che era stato promesso. Ora egli ci dona quello stesso Spirito come anche voi potete vedere e udire».  

Parola di Dio.  Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 15).

Rit. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. \ Ho detto al Signore: sei tu il mio Dio: \ fuori di te non ho altro bene. \ Sei tu, Signore, la mia eredità, \ il calice che mi dà gioia; \ il mio destino é nelle tue mani. Rit.

Loderò Dio che ora mi guida, \ anche di notte il mio cuore lo ricorda. \ Ho sempre il Signore davanti agli occhi, \ con lui vicino non cadrò mai. \ Perciò il mio cuore è pieno di gioia, \ ho l’anima in festa, il mio corpo riposa sicuro. Rit.

Non mi abbandonerai al mondo dei morti, \ non lascerai finire nella fossa chi ti ama. \ Mi mostrerai la via che porta alla vita: \ davanti a te pienezza di gioia, \ vicino a te felicità senza fine. Rit.

SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

(1, 17-21)

Quando pregate Dio, voi lo chiamate Padre. Egli giudica tutti con lo stesso metro, ciascuno secondo le sue opere. Perciò nel tempo che dovete passare in questo mondo, comportatevi con grande rispetto verso di lui. Voi sapete come siete stati liberati da quella vita senza senso che avevate ereditato dai vostri padri: il prezzo del vostro riscatto non fu pagato in oro o argento, cose che passano;siete stati riscattati con il sangue prezioso di Cristo. Egli si è sacrificato per voi come un agnello puro e senza macchia.  Dio lo aveva destinato a questo già prima della creazione del mondo; ora, in questi tempi che sono gli ultimi, egli si è manifestato per voi. E voi, per mezzo di lui, credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato la gloria. Così la vostra fede e la vostra speranza sono rivolte verso Dio. 

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Signore Gesù, facci comprendere le Scritture; arde il nostro cuore mentre ci parli.

VANGELO

Dal vangelo secondo Luca (24,13-35)

Quello stesso giorno due discepoli stavano andando verso Emmaus, un villaggio lontano circa undici chilometri da Gerusalemme. Lungo la via parlavano tra loro di quel che era accaduto in Gerusalemme in quei giorni. Mentre parlavano e discutevano, Gesù si avvicinò e si mise a camminare con loro. Essi però non lo riconobbero, perché i loro occhi erano come accecati. Gesù domandò loro: «Di che cosa state discutendo tra voi mentre camminate?».  Essi allora si fermarono, tristi. Uno di loro, un certo Clèopa, disse a Gesù: «Sei tu l’unico a Gerusalemme a non sapere quel che é successo in questi ultimi giorni?». Gesù domandò: «Che cosa è successo?». Quelli risposero: «Il caso di Gesù, il Nazareno! Era un profeta potente davanti a Dio e agli uomini, sia per quel che faceva sia per quel che diceva. Ma i capi dei sacerdoti e il popolo l’hanno condannato a morte e l’hanno fatto crocifiggere. Noi speravamo che fosse lui a liberare il popolo d’Israele! Ma siamo già al terzo giorno da quando sono accaduti questi fatti. Una cosa però ci ha sconvolto: alcune donne del nostro gruppo sono andate di buon mattino al sepolcro di Gesù ma non hanno trovato il suo corpo. Allora sono tornate indietro e ci hanno detto di aver avuto una visione: alcuni angeli le hanno assicurate che Gesù è vivo. Poi sono andati al sepolcro altri del nostro gruppo e hanno trovato tutto come avevano detto le donne, ma lui, Gesù, non l’hanno visto». Allora Gesù disse: «Voi capite poco davvero; come siete lenti a credere quel che i profeti hanno scritto! Il Messia non doveva forse soffrire queste cose prima di entrare nella sua gloria?». Quindi Gesù spiegò ai due discepoli i passi della Bibbia che lo riguardavano. Cominciò dai libri di Mosè fino agli scritti di tutti i profeti.  Intanto arrivarono al villaggio dove erano diretti, e Gesù fece finta di voler continuare il viaggio. Ma quei due discepoli lo trattennero dicendo: «Resta con noi perché il sole ormai tramonta». Perciò Gesù entrò nel villaggio per rimanere con loro. Poi si mise a tavola con loro, prese il pane e pronunziò la preghiera di benedizione; lo spezzò e cominciò a distribuirlo. In quel momento gli occhi dei due discepoli si aprirono e riconobbero Gesù, ma lui sparì dalla loro vista. Si dissero l’un l’altro: «Noi sentivamo come un fuoco nel cuore, quando egli lungo la via ci parlava e ci spiegava la Bibbia!». Quindi si alzarono e ritornarono subito a Gerusalemme. Là, trovarono gli undici discepoli riuniti con i loro compagni. Questi dicevano: «Il Signore è risuscitato veramente ed è apparso a Simone». A loro volta i due discepoli raccontarono quel che era loro accaduto lungo il cammino, e dicevano che lo avevano riconosciuto mentre spezzava il pane.

Parola del Signore.  Lode a te, o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Come lungo la via di Emmaus, anche i nostri cuori ardono conversando con il Risorto. Trasformiamo l’ascolto della Parola in preghiera e rivolgiamoci con fiducia al Signore Gesù. Preghiamo insieme e diciamo:

Resta con noi, Signore!

1. Per tutti i cristiani che ti riconoscono nella Parola e nel Pane spezzato: sappiano vederti sulle strade del mondo, soccorrerti ferito e bisognoso, accoglierti povero e forestiero. Noi ti preghiamo.

2. Per i giovani in ricerca: come i discepoli di Emmaus, ti scoprano mentre cammini al loro fianco e si lascino condurre da te a scelte di coraggio. Noi ti preghiamo.

3. Per gli operatori di pace: non perdano la speranza e l’umanità da te amata conosca presto un tempo di riconciliazione. Noi ti preghiamo.

4. Per noi qui riuniti in assemblea: attingiamo dalla tua parola e dall’Eucaristia quell’ardore che ci trasforma da sfiduciati in apostoli di speranza. Noi ti preghiamo.

(Diciamo insieme) Come i due discepoli del vangelo, ti imploriamo, Signore Gesù: resta con noi! Tu, divino viandante, esperto delle nostre strade e conoscitore del nostro cuore, non lasciarci prigionieri delle ombre della sera. Sostienici nella stanchezza e orienta i nostri passi sulla via del bene. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli Signore, i doni della tua Chiesa in festa, e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di una perenne letizia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Ci hai riuniti, in questa Pasqua della settimana, a spezzare il pane e riconoscere il tuo Figlio che cammina sulle nostre strade, ascolta la nostra fatica a credere, ci svela il senso delle Scritture e accetta la richiesta per restare con noi per renderci suoi testimoni gioiosi.

È lui la risurrezione e la vita, la risposta piena alle domande che dai tuoi discepoli e dall’umanità si alzano alla ricerca di una risposta vera, che possa fondare la nostra vita di uomini e donne cercatori del senso vero della vita, credenti incerti e fragili, a cui affidi il tesoro del Vangelo dalla gioia perché rendano ricchi anche gli uomini e le donne che ogni giorno si chiedono se tu li ami.

Sorpresi, e resi credenti, dai tuoi gesti inattesi e dalle parole che riscaldano il cuore rinnoviamo la nostra voglia di ritrovare in te la bellezza della fede.

Uniti agli angeli e ai santi che già contemplano il mistero del tuo amore, e solidali con la Chiesa e l’umanità che camminano insieme sulle strade della storia eleviamo a te il canto riconoscente della lode: Santo…

Preghiamo insieme: Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro papa Lene, il nostro vescovo Riccardo, i presbiteri e i diaconi. Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione e, nella tua misericordia, di tutti i defunti: ammettili alla luce del tuo volto.

Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, san Giuseppe, suo sposo, gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi, e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua lode e la tua gloria.

Al Padre nostro: Prima di partecipare al banchetto dell’Eucaristia, segno di riconciliazione e vincolo di unione fraterna, preghiamo insieme come il Signore ci ha insegnato: Padre nostro …

RITO DELLA PACE

(Diciamo assieme) Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

DOPO LA COMUNIONE

Guarda con bontà, Signore, il tuo popolo, che hai rinnovato con i sacramenti pasquali, e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

BENEDIZIONE

Dio, che nella risurrezione del suo Figlio unigenito ci ha donato la grazia della redenzione e ha fatto di noi i suoi figli, vi dia la gioia della sua benedizione. Amen.

Il Redentore, che ci ha donato la libertà senza fine, vi renda partecipi dell’eredità eterna. Amen.

E voi, che per la fede in Cristo siete risorti nel Battesimo, possiate crescere in santità di vita per incontrarlo un giorno nella patria del cielo. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Una strada che è la strada del ritorno, ma anche della delusione, della tristezza, dell’amarezza.

All’andata l’avevano percorsa con entusiasmo, per seguire Gesù di Nazaret, quell’uomo straordinario che si diceva fosse il Messia, l’Atteso. All’andata si portavano in cuore una speranza: era arrivato finalmente il momento desiderato, Dio realizzava le sue promesse. Ma ora il ritorno era ben diverso! Dopo tutto quello che era accaduto!

I sogni erano andati in frantumi, le attese distrutte. E del resto, cosa c’era più da sperare dopo che proprio quel Gesù era stato condannato dal tribunale religioso e fatto crocifiggere dal procuratore romano? Un compagno di strada che si avvicina, che fa strada insieme, che entra nei loro discorsi, che vuol sapere di che cosa stanno parlando e discutendo tra loro. Un compagno che, con le sue domande, obbliga in qualche modo a rispondergli, a dirgli i fatti, ma anche tutto quello che passa per il cuore. Ad esporre la disillusione, ma anche i dubbi ed i barlumi di speranza. Un compagno che prende la parola, che dice la sua, che legge gli avvenimenti in modo nuovo, con occhi diversi. E collega tutto, ricorrendo alle Sacre Scritture.

Un compagno che non si fa scrupolo anche di redarguire quelli che ha incontrato perché non credono alle parole dei profeti. Un compagno ascoltato, con il quale si vuole restare ancora per un po’, al punto che lo si invita a casa propria, perché ormai si fa sera e viaggiare col buio è pericoloso.

Una mensa, a cui ci si siede, insieme, per mangiare. E, proprio qui, il compagno sconosciuto compie un gesto del tutto comune e tradizionale: prende il pane, dice la benedizione, lo spezza, lo dà ai due amici.

È quel gesto che apre i loro occhi, è in quel momento che lo riconoscono. E si avvedono di ciò che era accaduto nel loro cuore, mentre lo ascoltavano, attenti e stupiti per quello che diceva.

Una mensa che viene abbandonata, quando lui scompare, per andare ad annunciare ciò che è accaduto: l’incontro, la luce nuova che ha portato, il dono del pane spezzato. Storia di una strada, che porta da Gerusalemme ad Emmaus, ma anche di tutte le strade della nostra vita: strade percorse con entusiasmo e con tristezza, con gioia e con dolore.

Storia di un incontro con Qualcuno che resta accanto a noi, per ascoltarci e per parlarci, per farci intendere in modo nuovo tutto ciò che è accaduto. Storia di una mensa a portata di mano, in ognuna delle nostre chiese, una mensa a cui sedersi per ricevere quel pane che egli continua a spezzare per noi. È storia anche di una gioia nuova, gioia di chi ora riesce a comprendere, ad individuare il filo tenace della speranza, di chi si rallegra per l’azione di Dio.

Informazioni  interparrocchiali

MARTEDÌ 21 APRILE 2026

LOVEA: ORE 20.00 XXX DI GIANNINA SANDRI

calendario: PLAN DI COCES: SABATO 25 APRILE ROGAZIONI ORE 11.00

PIANO: DOMENICA 3  MAGGIO ALLE ORE 11.00 VIENE CELEBRATA LA MESSA DI PRIMA COMUNIONE

CHI DESIDERA LA BENEDIZIONE PASQUALE ALLA FAMIGLIA È PREGATO DI CONTATTARMI  CELL. 334 578 5102

Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 3485663540

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ORARI SANTE MESSE

PIANO: FESTIVO 11.00; FERIALE, lunedì e martedì ore 18.00 presso la canonica -PREFESTIVO sabato ore 18.00; ARTA: FESTIVO ore 10.00;  CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 18.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15