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30a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno C 26 ottobre 2025

L’uomo che alla sera prega è un capitano che dispone le sue sentinelle:

poi può dormire tranquillo.  Charles Baudelaire.

ACCOGLIENZA

Come stiamo davanti a Dio e ai fratelli: come sazi e presuntuosi che disprezzano gli altri o come umili bisognosi della salvezza che viene da Dio? La Liturgia odierna, mentre ci invita a conversione, ci indica pure un’uscita di sicurezza dallo sterile atteggiamento di arroganza: aprirsi a Dio e riconoscersi peccatori bisognosi di perdono. Celebriamo la speranza, con la certezza che la preghiera dell’umile buca le nubi e arriva diretta al cuore di Dio.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

PER CHIEDERE PERDONO

Il Padre ascolta e accoglie la preghiera dell’umile; senza pregiudizio guarda al pubblicano pentito, e ne riconosce la sincerità del cuore. Apriamoci con fiducia alla misericordia, perché la grazia ci trasformi da peccatori pentiti a giusti riconciliati.

Signore, se la nostra preghiera diventa occasione di dividere il mondo in buoni e cattivi, e per sentirci più bravi e superiori a tutti abbi pietà di noi. Signore, pietà!

– Cristo, se la nostra preghiera è un parlare a noi stessi per esaltare le nostre presunte virtù e le opere buone che viviamo abbi pietà di noi. Cristo pietà.

– Signore, se la nostra preghiera non è guidata da saggezza e umiltà e aperta al tuo perdono misericordioso tu abbi pietà di noi.

Signore, pietà!

(Diciamo insieme) O Padre, riconoscere i nostri errori davanti a te non è umiliante. Tu che sai leggere oltre le apparenze, nel profondo del nostro cuore, accogli il nostro desiderio di essere veri davanti a te, sii benigno e trasformaci ad immagine del Figlio tuo. Amen.

GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI 

e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre.

Amen.

PREGHIAMO

O Dio, tu non fai preferenze di persone e ci dai la certezza che la preghiera dell’umile penetra le nubi; guarda anche a noi come al pubblicano pentito, e fa che ci apriamo alla confidenza nella tua misericordia per essere giustificati nel tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

La ricerca umile di Dio è la condizione per sperimentare la sua salvezza e la gioia che questa produce in noi. Cercare Dio con sincerità è la premessa per poterlo incontrare, poiché Dio per sua grazia viene incontro a noi: la parabola del fariseo e del pubblicano, a confronto proprio nel loro modo di pregare, mostra la direzione corretta della condotta cristiana e orienta la nostra preghiera.

PRIMA LETTURA

Dal Libro del Siràcide (35,12-14.16-18 – neovolg. 15-17.20-22).

Il Signore è giudice e non guarda in faccia a nessuno, nemmeno ai potenti. Dio non fa preferenze a danno del povero, anzi ascolta la preghiera di chi è trattato ingiustamente.

Egli fa attenzione all’orfano che lo invoca e alla vedova che si sfoga nel pianto. Sì, le lacrime le rigano il volto ma il suo grido va contro chi la tratta male. Se aiuti il tuo vicino, Dio ti accoglie volentieri e la tua invocazione arriva fino al cielo. Anche la preghiera di un povero va oltre le nuvole, si ferma solo quando arriva fino a Dio e continua ad agire finché l’Altissimo non interviene, mettendosi dalla parte dei poveri e facendo giustizia.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)

Rit. Il povero grida e il Signore lo ascolta.

Benedirò il Signore in ogni tempo: \ sulle mie labbra sempre la sua lode. \ Io voglio gloriarmi del Signore: \ gli umili udranno e saranno felici. Rit.

Ho cercato il Signore e m’ha risposto, \ da tutti i timori m’ha liberato. \ Se un povero grida, il Signore lo ascolta, \ lo libera da tutte le sue angustie. Rit.

Il Signore ascolta chi lo invoca \ e lo libera da tutte le sue angustie. \ Il Signore è vicino a chi ha il cuore affranto, \ salva chi ha perso ogni speranza. Rit.

SECONDA LETTURA

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (4,6-8.16-18).

…Quanto a me, ormai é giunta l’ora di offrire la mia vita come sacrificio a Dio. È il momento di iniziare il mio ultimo viaggio. Ho combattuto la buona battaglia, sono arrivato fino al termine della mia corsa e ho conservato la fede. Ora mi aspetta il premio della vittoria: il Signore, che è giudice giusto, mi consegnerà la corona di uomo giusto. Nell’ultimo giorno egli la consegnerà non solo a me, ma anche a tutti quelli che aspettano con amore il momento del suo ritorno. La prima volta che ho dovuto difendermi in tribunale, nessuno mi è rimasto vicino. Mi hanno abbandonato tutti. Dio non voglia tenerne conto! Però il Signore è rimasto con me e mi ha dato la forza, di modo che, anche in quella occasione, io ho potuto annunziare il suo messaggio e farlo ascoltare a tutti quelli che non conoscono Dio. Allora il Signore mi ha liberato dal pericolo estremo. Egli mi libererà ancora da ogni male e mi salverà per farmi entrare nel suo regno eterno. A lui la gloria, per sempre! Amen. 

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.  Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli.

VANGELO

Dal vangelo secondo Luca (18,9-14).

Poi Gesù raccontò un’altra parabola per alcuni che si ritenevano giusti e disprezzavano gli altri. Disse: «Una volta c’erano due uomini: uno era fariseo e l’altro era un agente delle tasse. Un giorno salirono al tempio per pregare. Il fariseo se ne stava in piedi e pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché io non sono come gli altri uomini: ladri, imbroglioni, adulteri. Io sono diverso anche da quell’agente delle tasse. Io digiuno due volte alla settimana e offro al tempio la decima parte di quello che guadagno”. L’agente delle tasse invece si fermò indietro e non voleva neppure alzare lo sguardo al cielo. Anzi si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me che sono un povero peccatore!”. Vi assicuro che l’agente delle tasse tornò a casa perdonato; l’altro invece no. Perché, chi si esalta sarà abbassato; chi invece si abbassa sarà innalzato». 

Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

La preghiera del povero attraversa le nubi e giunge al Padre: prestiamo la nostra voce a chi non ha forza o coraggio di rivolgersi a Dio.

Ascolta, Signore, la nostra preghiera.

1. Per papa Leone, i vescovi, i pastori, coloro che sono a servizio delle comunità cristiane: perché liberi da ogni compromesso possano fare di tutta la loro vita un culto gradito a Dio in spirito e verità. Preghiamo.

2. Chi nel contesto sociale e politico esercita potere si dimostra forte e sicuro di sé; rendi quanti hanno ruolo di governo disponibili ad accogliere la tua misericordia, e ad essere umili. Preghiamo.

3. Ci sentiamo salvi, e confidiamo sui nostri meriti; liberaci dalla presunzione di essere giusti e dalla tentazione di disprezzare gli altri. Preghiamo.

4. Ricordati di chi soffre, di quanti faticano e lottano, o sono in catene per la parola di Dio; perché non si spenga mai nella chiesa l’audacia, il coraggio e la speranza. Preghiamo.

5. Per chi ha sbagliato, ed è ora consapevole del proprio peccato e della propria miseria: non disperi della misericordia di Dio e possa trovare nella comunità dei credenti la reale esperienza della salvezza ritrovata. Preghiamo.

(Diciamo insieme) Signore Dio, davanti a te non possiamo nascondere le nostre mancanze, i nostri peccati. Donaci di accogliere con gioia la tua misericordia e di offrire a quelli che ci hanno fatto del male il nostro perdono. Come ci ha chiesto Gesù, il nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest’offerta, salga fino a te e renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Siamo anche noi davanti a te, Padre misericordioso, riuniti nel tuo tempio per innalzare la nostra lode e manifestarti il grazie che sorga dal cuore, certi che la nostra preghiera arriva a te, se siamo umili nel presentarla con fede, senza trasformarla in disprezzo per gli altri. Gesù ci ricorda che lui solo può renderci giusti se con cuore sincero riconosciamo le nostre colpe, e invochiamo la tua misericordia senza proporci come giudici che condannano tutti gli altri e mostrano disprezzo verso il prossimo. Il tuo Figlio ci insegna ad aprirci con fiducia alla misericordia che offri a tutti; la sola che ci può liberare dal Maligno e introdurre nel tuo regno.

La nostra lode di peccatori riconciliati, si intreccia con l’esultanza festosa dei fratelli che dal cielo intercedono per noi perché possiamo unirci al canto dei redenti: Santo…

Preghiamo insieme Padre, che tanto ci ami, fa’ che possiamo ricevere il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro Signore perché uniti nella gioia dello Spirito Santo, formiamo una sola famiglia. Guarda con bontà i nostri fratelli e i nostri amici, coloro che lavorano coloro che soffrono, noi qui presenti e tutti gli uomini che sono nel mondo. Ricordati del nostro Papa Leone, del nostro vescovo Riccardo, e di tutti i vescovi della tua Chiesa. Aiuta tutti i discepoli del tuo Figlio a portare nel mondo la pace e a diffondere la gioia che viene da te. Accogli, Signore, i nostri morti nella gioia del paradiso. Davanti alla grandezza del tuo amore per noi, o Padre, sempre ti lodiamo e ti ringraziamo.

AL PADRE NOSTRO.

Gesù ha uno sguardo benevolo per il pubblicano che si batte il petto, chiede misericordia, e viene giustificato. Ora perdoni anche i nostri peccati e ci liberi dal male. Diciamo assieme: Padre nostro…

AL DONO DELLA PACE

Noi siamo molti, ma in Gesù diveniamo una cosa sola. Questo è il motto di papa Leone. Superiamo tutto ciò che divide, cerchiamo e valorizziamo quel che ci unisce. Scambiamoci il dono della pace.

DOPO LA COMUNIONE

Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore. Amen.

● Quando mettiamo l’io al posto di Dio.

Una parabola “di battaglia”, in cui Gesù ha l’audacia di denunciare che pregare può essere pericoloso, può perfino separarci da Dio, renderci “atei”, adoratori di un idolo. Il fariseo prega, ma come rivolto a se stesso, dice letteralmente il testo; conosce le regole, inizia con le parole giuste “o Dio ti ringrazio”, ma poi sbaglia tutto, non benedice Dio per le sue opere, ma si vanta delle proprie: io prego, io digiuno, io pago, io sono un giusto. Per l’anima bella del fariseo, Dio in fondo non fa niente se non un lavoro da burocrate, da notaio: registra, prende nota e approva. Un muto specchio su cui far rimbalzare la propria arroganza spirituale. Io non sono come gli altri, tutti ladri, corrotti, adulteri, e neppure come questo pubblicano, io sono molto meglio. Offende il mondo nel mentre stesso che crede di pregare. Non si può pregare e disprezzare, benedire il Padre e maledire, dire male dei suoi figli, lodare Dio e accusare i fratelli. Quella preghiera ci farebbe tornare a casa con un peccato in più, anzi confermati e legittimati nel nostro cuore e occhio malati. Invece il pubblicano, grumo di umanità curva in fondo al tempio, fermatosi a distanza, si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Una piccola parola cambia tutto e rende vera la preghiera del pubblicano: tu, o Signore, tu abbi pietà. La parabola ci mostra la grammatica della preghiera. Le regole sono semplici e valgono per tutti. Sono le regole della vita. La prima: se metti al centro l’io, nessuna relazione funziona. Non nella coppia, non con i figli o con gli amici, tantomeno con Dio. Il nostro vivere e il nostro pregare avanzano sulla stessa strada profonda: la ricerca mai arresa di qualcuno (un amore, un sogno o un Dio) così importante che il tu viene prima dell’io. La seconda regola: si prega non per ricevere ma per essere trasformati. Il fariseo non vuole cambiare, non ne ha bisogno, lui è tutto a posto, sono gli altri sbagliati, e forse un po’ anche Dio. Il pubblicano invece non è contento della sua vita, e spera e vorrebbe riuscire a cambiarla, magari domani, magari solo un pochino alla volta. E diventa supplica con tutto se stesso, mettendo in campo corpo cuore mani e voce: batte le mani sul cuore e ne fa uscire parole di supplica verso il Dio del cielo

Il pubblicano tornò a casa perdonato, non perché più onesto o più umile del fariseo (Dio non si merita, neppure con l’umiltà) ma perché si apre – come una porta che si socchiude al sole, come una vela che si inarca al vento – a Dio che entra in lui, con la sua misericordia, questa straordinaria debolezza di Dio che è la sua unica onnipotenza.

Informazioni interparrocchiali

VENERDÌ 31 OTTOBRE

piano: ALLEORE 18.00 IN PARROCCHIA MESSA PREFESTIVA NELLA SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

SABATO 1° NOVEMBRE

FESTIVITÀ DI TUTTI I SANTI

RIVALPO-VALLE: ORE 9.45 S. MESSA E PROCESSIONE AL CIMITERO – ORE 20.00 S. ROSARIO IN CHIESA;

PIEDIM: ORE 10.00 S. MESSA E PROCESSIONE AL CIMITERO – ALLE ORE 20.00 ROSARIO IN CHIESA;

CEDARCHIS: ORE 11.00 S. MESSA E PROCESSIONE AL CIMITERO – ORE 20.00 ROSARIO IN CHIESA;

LOVEA: ORE 11.15 S. MESSA E PROCESSIONE AL CIMITERO – ORE 20.00 ROSARIO INCHIESA CIMITERO;

CABIA: ORE 15.00 S. MESSA E PROCESSIONE AL CIMITERO – ORE 20.00 ROSARIO IN CHIESA;

PIANO: ORE 17.00 AGLI ALZERI S. ROSARIO IN CIMITERO

ARTA: ORE 19.00 S. MESSA IN CHIESA E PROCESSIONE AL CIMITERO RECITANDO IL S. ROSARIO

LUNEDÌ 3

PIANO: SANTA MESSA PER I DEFUNTI ALLE ORE 18.00IN CHIESA

CALENDARIO

rivalpo-valle: DOMENICA 9 FESTA DI S. MARTINO, s. messa ORE 11.00  A LOVEA MESSA ALLE ORE 9.45 – ARTA: VENERDÌ 21 MADONNA DELLA SALUTE S. MESSE ORE 9.00 E 10.30; ORE 14.30 VESPERI E PROCESSIONE – PIEDIM: DOMENICA 23 MADONNA DELLA SALUTE S. MESSA E PROCESSIONE ORE 11.00 – LOVEA: S. ANDREA S. MESSA ORE 11.15 – PIANO: PROCESSIONE ALLA MADONUTE ORE 10.00

Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 348 566 3540

don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com

Per eventuali offerte: IBAN IT 55 P 03069 64326 100000006524

ORARI SANTE MESSE

PIANO: FESTIVO 11.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; FERIALE lunedì ore 18.00; ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, martedì ore 18.00 – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 18.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15