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2a DOMENICA DI QUARESIMA   anno A  1° marzo 2026

Non aver paura e rialzati, come gli apostoli

hai tanta luce da condividere con i tuoi fratelli…

Un istante di trasfigurazione

Celebriamo oggi la Seconda Domenica di Quaresima.

Questa Liturgia ci raggiunge nel grigiore e talvolta nell’oscurità delle nostre strade quotidiane e ci conduce con Gesù in disparte, su un alto monte, assieme a Pietro, Giacomo e Giovanni. È l’avventura della fede che siamo chiamati a vivere: lo sguardo fisso sul Figlio, “l’amato”, il cui volto brilla come il sole, e il cuore aperto alla sua parola, «Ascoltatelo!».

Saliamo anche noi sul santo monte, contempliamo il volto luminoso di Cristo per non lasciarci abbattere nell’“ora” della passione e della croce.

ANTIFONA D’INGRESSO

Di te dice il mio cuore: “Cercate il suo volto”. Il tuo volto io cerco, o Signore. Non nascondermi il tuo volto.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi. 

E con il tuo spirito.

PER CHIEDERE PERDONO

Il peccato è far finta di vedere quando invece si è ciechi: è la perseveranza nell’errore da parte di chi è talmente fuorviato da schemi e pregiudizi da rifiutare persino la luce che viene da Cristo. Consapevoli, invece, delle grazie che egli ci ha fatto, invochiamo il suo perdono.

– Signore Gesù, tu apri i miei occhi alle meraviglie del tuo amore. Sono io il cieco che incontri sulla tua strada. Guariscimi perché voglio vederti. Signore, pieta!

– Cristo Gesù, tu puoi rimettermi in cammino, anche se la strada che mi attende non è facile. Voglio seguirti fino alla croce. Vieni a prendermi per mano. Cristo, pietà!

– Signore Gesù, mentre tante voci proclamano la tua morte, tu puoi rendere solida la mia fede. Resta con me quando giunge la sera e il peso del giorno si fa sentire. Signore, pietà!

(Diciamo assieme) Signore Dio, come potremo continuare a percorrere il cammino che ci attende, se la tua luce non ci accompagna? Il buio aumenterà e prima o poi cadremo, senza la speranza di rialzarci. Donaci la tua Parola e risana la nostra esistenza con la tua misericordia perché tu ci ami per i secoli dei secoli. Amen.

Durante la Quaresima non si dice il Gloria.

PREGHIAMO  

O Dio, che chiamasti alla fede i nostri padri e hai dato a noi la grazia di camminare alla luce del Vangelo, aprici all’ascolto del tuo Figlio, perché accettando nella nostra vita il mistero della croce, possiamo entrare nella gloria del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

La seconda domenica di Quaresima ci porta sul monte della Trasfigurazione, dove Gesù si manifesta nella sua gloria ai discepoli. Come Abramo, anche noi siamo chiamati a uscire dalle nostre certezze per seguire la voce di Dio e lasciarci illuminare dal Suo Volto.

PRIMA LETTURA.

Dal libro della Génesi (12,1-4)

Il Signore disse ad Abram: «Lascia la tua terra, la tua tribù, la famiglia di tuo padre, e va’ nella terra che io ti indicherò. Farò di te un popolo numeroso, una grande nazione. Il tuo nome diventerà famoso. Ti benedirò. Sarai fonte di benedizione.

Farò del bene a chi te ne farà. Maledirò chi ti farà del male. Per mezzo tuo io benedirò tutti i popoli della  terra». Abram partì dalla località di Carran, secondo l’ordine del Signore. 

Parola di Dio.  Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 32)

Rit. Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.

Chiara è la parola del Signore, \ sicure sono tutte le sue opere. \ Egli ama il diritto e la giustizia, \ del suo amore é piena la terra. Rit.

Ma il Signore veglia su chi crede in lui, \ su chi spera nel suo amore; \ per farlo sfuggire alla morte \ e tenerlo vivo in tempo di fame. Rit.

Noi speriamo nel Signore: \ è lui che ci aiuta e ci protegge. \ Da lui viene ogni nostra gioia, \ in lui é tutta la nostra fiducia. \ Il tuo amore ci accompagni, \ perché noi confidiamo in te, Signore. Rit.  

SECONDA LETTURA

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1,8-10)

Carissimo, soffri insieme con me per il vangelo. Perché Dio ci ha salvati e ci ha chiamati a essere il suo popolo; non a causa delle opere che noi abbiamo compiuto, ma per sua decisione e per sua generosità. Da sempre, Dio è generoso verso di noi, per mezzo di Gesù Cristo; ma la sua generosità si è chiaramente manifestata ora che é venuto Gesù Cristo, il nostro Salvatore. Egli ha distrutto il potere della morte e, con l’annunzio della sua parola, ci ha fatto conoscere la vita immortale.

Parola di Dio.  Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Gloria e lode a te Cristo Signore.

Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre: “Questi è il mio Figlio prediletto: ascoltatelo”. 

VANGELO

Dal vangelo secondo Matteo (17,1-9)

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé tre discepoli: Pietro, Giacomo e Giovanni fratello di Giacomo, e li condusse su un alto monte, in un luogo solitario.

Là di fronte a loro, Gesù cambiò aspetto: il suo volto si fece splendente come il sole e i suoi abiti diventarono bianchissimi, come di luce. Poi i discepoli videro anche Mosè e il profeta Elia: essi stavano accanto a Gesù e parlavano con lui. Allora Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi stare qui. Se vuoi, preparerò tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia».  Stava ancora parlando, quando apparve una nuvola luminosa che li avvolse con la sua ombra. Poi, dalla nuvola venne una voce che diceva: «Questo è il Figlio mio, che io amo. Io l’ho mandato. Ascoltatelo!». A queste parole, i discepoli furono talmente spaventati che si buttarono con la faccia a terra. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi. Non abbiate paura!». Alzarono gli occhi e non videro più nessuno: c’era infatti Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù diede quest’ordine ai discepoli: «Non dite a nessuno quel che avete visto, fino a quando il Figlio dell’uomo sarà risuscitato dai morti».

Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI 

Padre, hai messo nelle mani di Cristo il potere di trasformare la vita delle persone, esaudendo anche i desideri inespressi. Ascolta ora il tuo popolo che invoca il dono della fede che tutto illumina. Preghiamo insieme dicendo: Rischiara il nostro cammino!

1. Rischiara l’esistenza di tutti i credenti, a qualsiasi religione appartengano: non permettere che il tuo volto venga offuscato e tradito dalle maschere fabbricate dagli uomini. Preghiamo…

2. Rischiara il percorso delle Chiese in quest’epoca così convulsa e complessa. La parola di Gesù diventi il punto di riferimento sicuro, la luce che non viene meno. Preghiamo…

3. Rischiara le coscienze dei responsabili della politica e dell’economia: le loro decisioni mirino a diffondere il benessere e a creare regole nuove, per rispondere alle necessità dei più deboli. Preghiamo…

4. Rischiara il lavoro di tutti coloro che devono assicurare l’ordine pubblico ed il rispetto dei diritti di ognuno: sappiano far fronte con lucidità e saggezza ai momenti di maggior emergenza e difficoltà. Preghiamo…

5. Rischiara l’orizzonte dei popoli che hanno intrapreso un cammino difficile di riconciliazione: dona la forza per uscire dalla spirale della vendetta e del rancore e di poter creare rapporti nuovi. Preghiamo…

(Diciamo insieme) ) O Dio, il mondo ha bisogno della tua luce! Apri gli occhi del nostro cuore. Fa’ conoscere la tua salvezza a tutti quelli che cercano delle ragioni per sperare e per vivere. Tu ci ami per i secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Questa offerta, Signore misericordioso, ci ottenga il perdono dei nostri peccati e ci santifichi nel corpo e nello spirito, perché possiamo celebrare degnamente le feste pasquali. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Con lo stesso stupore e meraviglia con cui Pietro, Giacomo e Giovanni sono testimoni di un evento nuovo e inaspettato, così ci sentiamo davanti a te, Dio che doni il tuo Figlio perché diventi nostro Salvatore.

Anche oggi è risuonata la tua voce per confermarci che Gesù, l’uomo di Nazareth, il profeta che cammina sulle nostre strade, è il tuo Unigenito, il motivo grande della tua gioia di Padre.

Il suo volto umano ci parla già di amore, perdono e tenerezza, e quando si trasfigura sul monte, manifesta anche il riflesso pieno della tua bellezza, anticipa la luce che dalla tomba vuota si irradia sul mondo, e indica a tutti gli uomini la strada per arrivare a te.

Se sappiamo ascoltare lui, nostro fratello e guida, possiamo affrontare e superare la tentazione, sostenuti da questo preannuncio di vittoria pasquale e forti della sua parola che ci guida.

La gioia che, come gli apostoli, anche noi proviamo davanti a questo dono, diventa ora canto di lode: Santo…

Canto: Sant, sant sant pag 5

Preghiamo insieme Ti preghiamo umilmente, Padre Santo: accetta anche noi con l’offerta del tuo Figlio e nella partecipazione a questo convito di salvezza donaci il suo Spirito, perché sia tolto ogni ostacolo sulla via della concordia. Egli renda la tua Chiesa segno di unità tra gli uomini e strumento della tua pace, e ci custodisca in comunione con il nostro papa Leone, il nostro vescovo Riccardo, il collegio episcopale e l’intero tuo  popolo. Accogli nel tuo regno i nostri fratelli e le nostre sorelle che si sono addormentati nel Signore, e tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede. Tu che ci hai convocati intorno alla mensa del tuo Figlio, raccogli in unità gli uomini di ogni stirpe e di ogni lingua, insieme con la Vergine Maria, gloriosa Madre di Dio, con gli apostoli e tutti i santi, nel convito della Gerusalemme nuova, dove splende la pienezza della tua pace.

AL PADRE NOSTRO

Trasfigurati dal suo amore, rivolgiamo al Padre la preghiera dei figli, chiedendo di saper ascoltare la voce del Figlio “amato”.

Preghiamo insieme: Padre nostro…

RITO DELLA PACE

(Diciamo assieme) Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Canto: Agnel di Diu pag 5

DOPO LA COMUNIONE

Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri ti rendiamo fervide grazie, Signore, perché a noi ancora pellegrini sulla terra fai pregustare i beni del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

BENEDIZIONE

Dio, nostro Padre, che ad Abramo ha promesso una benedizione infinita nella sua discendenza, ci benedica e ci protegga. Amen.

Il Signore Gesù, che sul monte della trasfigurazione ha annunciato il compimento delle promesse fatte ad Abramo, faccia risplendere il suo volto su di noi e ci doni la sua misericordia. Amen.

Lo Spirito di verità, che ha fatto risuonare la voce del Figlio nella nostra assemblea custodisca il nostro cammino verso la Pasqua, rivolga su di noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Di nuovo il vangelo parla di un «alto monte», sul quale viene condotto qualcuno. Domenica scorsa era il diavolo che condusse Gesù su un monte altissimo, per fargli vivere l’esperienza della tentazione; oggi è Gesù che conduce i tre discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte per far vivere loro l’esperienza della trasfigurazione. Anche noi viviamo alternativamente tra questi due alti monti: il monte della tentazione e quello della trasfigurazione. Nasce però il sospetto che si parli dello stesso monte, perché sul Tabor, monte della trasfigurazione, si è ripetuta anche una tentazione: Pietro vista la scena gloriosa e abbagliante, è tentato di piantare le tende sul monte, anziché impegnarsi a valle. La tentazione è dimorare sul monte della gloria senza passare attraverso la valle del sacrificio.

Ma perché quei due personaggi, Mosè ed Elia, accanto a Gesù? Mosè ed Elia, i rappresentanti più qualificati dell’Antico Testamento, ebbero a che fare a loro volta con un monte altissimo, chiamato Sinai. Mosè fu chiamato dal Signore a salire sul monte Sinai dove, nel corso di quaranta giorni e quaranta notti, gli consegnò le due tavole della Legge, i dieci comandamenti.

Dice l’Esodo che su questo monte «vi furono tuoni e lampi» (19,16) e che «il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco» (19,18). E aggiunge poi che agli israeliti, rimasti in basso, la gloria del Signore appariva come «fuoco divorante sulla cima della montagna» (24,17). Elia, quattro secoli dopo, fu chiamato dal Signore a salire la stessa montagna, per incontrarlo. Ma la sua esperienza di Dio fu molto diversa rispetto a quella di Mosè: «ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento.

Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera» (1Re 19,11-12). Mosè incontra Dio nel fuoco, tra tuoni e lampi — del resto il suo primo contatto con Dio era avvenuto attraverso un roveto ardente — mentre Elia lo incontra nel sussurro di un vento leggero. Mosè ed Elia, quindi, non sono solamente i rappresentanti dell’Antico Testamento — Mosè la Legge ed Elia i profeti — ma incarnano anche due diverse esperienze di Dio. Si può incontrare il Signore tra le tempeste e i fulmini, cioè nelle situazioni di sconvolgimento, nei momenti dolorosi e drammatici, nella sofferenza e nel dubbio; ma Dio si può incontrare anche nelle situazioni serene, nei momenti gioiosi, nelle condizioni di calma e di riflessione. Così il Tabor può essere nello stesso tempo il monte della tentazione, quando Dio ci sembra lontano, quando siamo attratti dagli idoli del potere, del denaro, della sicurezza, quando la nostra fede è gravemente messa alla prova dal dolore; e il monte della trasfigurazione, quando invece riusciamo a vedere nelle esperienze della nostra vita la presenza del Signore, quando percepiamo che lui dà senso anche ai momenti più gioiosi, quando avvertiamo una fede solida e profonda.

In entrambi i casi la condizione è di tornare a valle. Verificata la resistenza di Gesù alle tentazioni, il diavolo lo ha abbandonato sul monte alto e Gesù è tornato a valle e ha avviato la sua missione. Terminata la trasfigurazione e vinta la tentazione dei tre discepoli di accamparsi sul monte, il gruppo guidato da Gesù è tornato a valle e ha proseguito la sua missione. Il campo della missione è la valle, non il monte.

La fede non vive di sole esperienze straordinarie, non vive sempre e solo sui monti, né sul monte della tentazione né su quello della trasfigurazione; né di soli momenti drammatici e sofferti; né di sole esperienze gioiose ed esaltanti.

La fede vive e si nutre del quotidiano, cresce a valle, ricalca la nostra esistenza di ogni giorno. È qui, a valle, che il Signore ci chiede di camminare dietro a lui: non tra esperienze straordinarie, ma nella trama ordinaria della nostra vita.

Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 3485663540

don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com

Per eventuali offerte: IBAN IT 55 P 03069 64326 100000006524

ORARI SANTE MESSE

PIANO: FESTIVO 11.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, lunedì e martedì ore 18.00 presso la cappella delle Suore – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 18.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15