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2a DOMENICA DI PASQUA della «Divina Misericordia» anno A  12 aprile 2026

Nel nostro cuore portiamo bende sufficienti

per curare tutti i mali del mondo.

Fromm Eric.

Accoglienza: Celebriamo oggi la Seconda Domenica di Pasqua. La tomba vuota e le apparizioni di Gesù risorto ai discepoli sono i segni dell’annuncio pasquale che i testimoni hanno diffuso nel mondo e affidato ai loro successori, perché risuoni fino alla fine dei tempi. Oggi giunge ai nostri orecchi e al nostro cuore grazie all’esperienza dell’apostolo Tommaso. Così la misericordia del Padre viene conosciuta e sperimentata anche dagli uomini e dalle donne del nostro mondo. Da questa Liturgia impariamo a vivere il mistero della domenica ed a tradurlo nella vita comunitaria perché il Signore risorto sia al centro della nostra quotidianità.

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La pace dono del Signore risorto sia con tutti voi. E con il tuo Spirito.

PER CHIEDERE PERDONO

Invito all’atto penitenziale: All’inizio di questa celebrazione ringraziamo il Signore per il dono della fede che abbiamo ricevuto nel Battesimo e chiediamo perdono per l’incredulità che può abitare nel nostro cuore.

– Signore Gesù, perdonaci se la nostra fede è ancora fragile, e non costruiamo la nostra vita sulla tua risurrezione; abbi pietà di noi. Signore pietà!

– Cristo Gesù, perdonaci se risulta ancora poco vivace la nostra speranza per costruire un mondo in cui regni la tua pace e viviamo da fratelli; abbi pietà di noi. Cristo pietà!

– Signore Gesù, perdonaci se il nostro amore per il Padre e per il prossimo non desidera la tua parola come acqua che disseta; abbi pietà di noi.

Signore pietà!

(Diciamo insieme) Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.

            GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI 

e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

PREGHIAMO

Signore Dio nostro, che nella tua grande misericordia ci hai rigenerati a una speranza viva mediante la risurrezione del tuo Figlio, accresci in noi, sulla testimonianza degli Apostoli, la fede pasquale, perché aderendo a lui pur senza averlo visto riceviamo il frutto della vita nuova. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

Come Tommaso vogliamo anche noi vedere e toccare, poiché ci è difficile credere. Vorremmo anche noi miracoli, poiché facciamo fatica a fidarci della parola di altri. E tuttavia Gesù invita a fidarsi di lui, così che a piccoli passi egli stesso possa condurci ad approfondire la nostra fede.

PRIMA LETTURA

Dagli Atti degli Apostoli (2,42-47)

Essi ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme. Dio faceva molti miracoli e prodigi per mezzo degli apostoli: per questo ognuno era preso da timore. Tutti i credenti vivevano insieme e mettevano in comune tutto quello che possedevano. Vendevano le loro proprietà e i loro beni e distribuivano i soldi fra tutti, secondo le necessità di ciascuno. Ogni giorno, tutti insieme, frequentavano il tempio. Spezzavano il pane nelle loro case e mangiavano con gioia e semplicità di cuore. Lodavano Dio, ed erano ben visti da tutta la gente. Di giorno in giorno il Signore faceva crescere il numero di quelli che giungevano alla salvezza.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 117) 

Rit. Rendete grazie al Signore perchè è buono: il suo amore è per sempre..

 Tribù d’Israele, cantate: / eterno è il suo amore per noi. / Discendenti di Aronne, cantate: eterno é il suo amore per noi. / Fedeli del Signore, cantate: / eterno è il suo amore per noi. Rit.

Mi attaccarono in forze per abbattermi, / ma il Signore venne in mio aiuto. / Il Signore è mio rifugio e mia difesa: / é stato il mio liberatore! Rit.

La pietra rifiutata dai costruttori / è diventata la pietra principale. / Questo é opera del Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi! / Questo è il giorno, che il Signore ha fatto / facciamo festa e cantiamo di gioia! Rit.

SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (1, 3-9)

Benedetto sia Dio, il Padre del Signore nostro Gesù Cristo! Egli ha avuto tanta misericordia per noi, che ci ha fatti rinascere: risuscitando Gesù Cristo dai morti, egli ci ha dato una vita nuova. Così ora abbiamo una speranza viva, perché siamo in attesa di ottenere quell’eredità che Dio ha preparato nei cieli. Un’eredità sicura, che non va in rovina e non marcisce. Essa è preparata anche per voi. Intanto Dio vi custodisce nella fede con la sua potenza, fino a quando vi darà la salvezza, quella che sta per manifestarsi negli ultimi tempi. Perciò siate contenti, anche se ora, per un po’ di tempo, dovete sopportare difficoltà di ogni genere. Anche l’oro, benché sia una cosa che non dura in eterno, deve passare attraverso il fuoco, perché si veda se è genuino. Lo stesso avviene per la vostra fede, che è ben più preziosa dell’oro: è messa alla prova dalle difficoltà, perché si veda se è genuina. Solo così voi riceverete lode, gloria e onore, quando Gesù Cristo si manifesterà a tutti gli uomini. Voi non avete visto Gesù Cristo, eppure lo amate; ancora non lo vedete, eppure credete in lui. Anzi, state raggiungendo il traguardo della fede, cioé la vostra salvezza: per questo siete pieni di una gioia grandissima, che non si può esprimere a parole.

Parola di Dio.  Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto, crederanno…

VANGELO

Dal vangelo secondo Giovanni (20, 19-31

La sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, i discepoli se ne stavano con le porte chiuse per paura dei capi ebrei. Gesù venne, si fermò in piedi in mezzo a loro e li salutò dicendo: “La pace sia con voi!”. Poi mostrò ai discepoli le mani e il fianco ed essi si rallegrarono di vedere il Signore. Gesù disse di nuovo: “La pace sia con voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. Poi soffiò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi non li perdonerete, non saranno perdonati”.  Uno dei dodici discepoli, Tommaso, detto Gemello, non era con loro quando Gesù era venuto. Gli altri discepoli gli dissero: “Abbiamo veduto il Signore”. Tommaso replicò: “Se non vedo il segno dei chiodi nelle sue mani, se non tocco col dito il segno dei chiodi e se non tocco con mano il suo fianco, io non crederò”. Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo lì, e c’era anche Tommaso con loro. Le porte erano chiuse. Gesù venne, si fermò in piedi in mezzo a loro e li salutò: “La pace sia con voi”. Poi disse a Tommaso: “Metti qui il dito e guarda le mani; accosta la mano e tocca il mio fianco. Non essere incredulo, ma credente!”. Tommaso gli rispose: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Tu hai creduto perché hai visto; beati quelli che hanno creduto senza aver visto!”. Gesù fece ancora molti altri segni miracolosi davanti ai suoi discepoli. Quei miracoli non sono stati scritti; ma questi fatti sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Messia e il Figlio di Dio. Se credete in lui, per mezzo di lui avrete la vita.

Parola del Signore. Lode a te, o Cristo

PROFESSIONE DI FEDE

Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Assieme a coloro che credono nel tuo Figlio, ma sono spesso assaliti dal dubbio… Assieme a coloro che sperano in un mondo nuovo, e restano sconcertati davanti al dilagare dell’odio e della violenza… noi ci rivolgiamo a te e ti diciamo:

Ravviva la nostra fede e donaci la pace, Signore!

1. Ti preghiamo per le Chiese, perché difendano i diritti delle minoranze e non cedano alla tentazione di rispondere alla forza con la forza. Preghiamo……

2. Non lasciar mancare ascolto e comprensione a chi è travagliato da esperienze dolorose e difficili. Quanti ritornano a credere siano accompagnati nella riscoperta della fede. Preghiamo…

3. Fa’ che i giovani possano trovare educatori ed insegnanti appassionati per la ricerca e per la trasmissione dei valori. Preghiamo…

4. Riduci al nulla l’arroganza di coloro che non rispettano la dignità e i diritti dei popoli. Non lasciar mancare un riparo e un soccorso a chi è inerme ed esposto ai soprusi. Preghiamo…

(Diciamo insieme) Signore, nostro Dio, anche a noi tu doni la gioia di incontrare il tuo Figlio Risorto, nel giorno del Signore. Benedetto sia il tuo Spirito, che ci illumina e rende ardenti  i nostri cuori. Egli è il nostro sostegno, ora e per i secoli dei secoli. Amen.

            SULLE OFFERTE

Accogli con bontà, Signore, l’offerta del tuo popolo tu, che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, guidaci alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Insieme con i primi discepoli che vedono nelle mani e piedi del Cristo i segni gloriosi della sua passione, anche noi ci siamo riuniti per ascoltare le sue parole, spezzare il pane che contiene la sua potenza di amore e ringraziare te, Dio fedele, che liberi dalla morte tutti i tuoi figli.

Come Tommaso, noi pure abbiamo bisogno di conferme; il tuo Figlio ci invita a scrutare le Scritture, per fondare sulla fede della prima comunità la nostra adesione a lui e a te, Dio che realizzi sempre il tuo progetto di amore. Come l’apostolo che chiede conferme, anche noi vogliamo maturare una fede solida e poter dire a Gesù, il tuo Unigenito fatto uomo, che lo riconosciamo come Signore e Dio.

Il cammino della fede procede se non ci chiudiamo tra noi per trasformarci invece in Chiesa in uscita, gioiosa testimone della risurrezione del Cristo, conferma della fedeltà alle tue promesse.

In questa gioia pasquale in sintonia con la Chiesa in cammino nella storia, e uniti ai cori degli angeli e dei santi, innalziamo te il canto della lode: Santo…

Preghiamo insieme: Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro papa Leone, il nostro vescovo Riccardo, i presbiteri e i diaconi. Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione e, nella tua misericordia, di tutti i defunti: ammettili alla luce del tuo volto. Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, san Giuseppe, suo sposo, gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi, e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua lode e la tua gloria.

Al Padre Nostro: Pur non avendo visto Gesù, noi crediamo fermamente che egli è il Cristo, il Figlio di Dio; credendo abbiamo la vita nel suo nome e ci riconosciamo figli dello stesso Padre.

Pertanto, con la fiducia e la libertà dei figli, diciamo insieme: Padre nostro…

RITO DELLA PACE

(Diciamo assieme) Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto continui a operare nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

BENEDIZIONE

Dio, che nella risurrezione del suo Figlio unigenito ci ha donato la grazia della redenzione e ha fatto di noi i suoi figli, vi dia la gioia della sua benedizione. Amen.

Il Redentore, che ci ha donato la libertà senza fine, vi renda partecipi dell’eredità eterna.

Amen.

E voi, che per la fede in Cristo siete risorti nel Battesimo, possiate crescere in santità di vita per incontrarlo un giorno nella patria del cielo.

Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.

Amen.

Nel giro di otto giorni l’apostolo Tommaso passa dalla più netta incredulità alla più alta professione di fede. Assente la sera di Pasqua, quando Gesù risorto si mostra agli altri dieci, si rifiuta di credere alla loro parola: «Se non vedo… io non credo». Presente invece otto giorni dopo, quando Gesù ritorna, finisce per esclamare: «Mio Signore e mio Dio!». Tra queste due affermazioni opposte  si muove tutto l’arco dei possibili atteggiamenti di fronte a Dio: da chi dice che non crede se non ha le prove a chi invece crede ma è percorso da tanti dubbi; c’è poi chi crede di credere e chi crede di non credere; c’è anche chi non si sente di optare né per Dio né contro Dio, ma rimane in una condizione di attesa; e c’è poi chi crede, facendo di Dio il perno della propria vita. Noi siamo abituati a definire questi atteggiamenti individuando alcune categorie di persone: atei, agnostici, scettici, credenti, e così via. Potremmo dire però che questi atteggiamenti indicano non tanto delle categorie di persone, quanto delle situazioni che ciascuno di noi sperimenta nel cuore. In alcuni momenti avvertiamo una forte presenza del Signore, tanto da fare nostra la fede finale di Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». In altri momenti, invece, siamo attraversati dal dubbio, dalle domande, dalle inquietudini dovute alle tante sofferenze e ingiustizie che vediamo; ci sono dunque delle giornate in cui Dio sembra lontano e altre invece nelle quali ci viene spontaneo pregare, perché lo avvertiamo vicino. Come mai questa altalena di dubbi e certezze, di fede e incredulità? Il motivo è che la fede comporta un «salto» rispetto a ciò che vediamo, e quindi della fede fa parte anche qualche zona di oscurità. Se fosse tutto evidente, se Dio si mostrasse ai nostri sensi, non avremmo bisogno della fede, di questo salto di fiducia: basterebbe guardare e toccare. È quello che Gesù concede a Tommaso; aggiungendo, però, che sono «beati quelli che non hanno visto e hanno creduto». L’atto di fede è proprio questo salto che va oltre la ragione: non contro, ma oltre. Anzi, in un certo senso sia il credente sia il non credente devono fare questo salto oltre la ragione. Il credente decide di affidarsi a un Dio che non può vedere e di cui non può provare l’esistenza; il non credente decide di affidarsi al nulla, ma nemmeno lui può provare la verità della sua scelta. Pur oscillando spesso tra una fede viva e una dubbiosa, ciascuno di noi ha fatto la sua scelta fondamentale di credere: altrimenti non saremmo qui. Ma la fede non si mantiene da sola, anzi rischia di svanire se non viene nutrita. La prima lettura di oggi svela di quali cibi ha bisogno la fede e ne indica quattro: l’insegnamento degli apostoli, la comunione, lo spezzare il pane e le preghiere. La fede, cioè, si disseta prima di tutto alla Parola di Dio, anche con qualche momento di lettura personale del vangelo; senza frequentare questa Parola, ci dimenticheremmo presto quanto Dio ci ama e vivremmo come se tutto finisse con la morte. Poi la comunione, cioè la cura delle relazioni: la fede cristiana non è un cammino solitario, perché Gesù ha messo al centro di tutto l’amore, e l’amore è relazione tra diverse persone; uno che si ama da solo non è un cristiano ma è un narcisista. Un altro cibo è l’eucaristia — lo «spezzare il pane» dice la lettura — che è per il cristiano come il carburante per un motore o l’acqua per una pianta: chi prende sul serio lo «spezzare il pane» a messa avverte la spinta a «spezzare il pane» anche nella vita. Per questo i cristiani non vivevano la comunione solo all’interno della loro cerchia di amici, ma anche verso chi era ai margini: i primi cristiani giungevano a vendere le loro proprietà e dividere i beni con i più poveri. La fede cristiana non è solo un’adesione interiore ma, essendo incentrata sull’amore, si apre a chi non può esibire ricchezza, bellezza, potere, prestigio. Infine il cibo della preghiera, senza la quale a poco a poco la fede muore. La preghiera è il respiro dell’anima: ci fa sperimentare che la nostra vita non si svolge solo sul piano orizzontale, ma è amata e accompagnata dall’alto. Quando un credente si nutre di questi quattro cibi la sua fede cresce e — pur continuando a risentire degli alti e bassi della vita — si radica nel profondo, nella convinzione di essere amato da Dio. La fede è piena quando uno avverte questo amore di Dio per lui, perché Dio non ama in massa ma ama ciascuno: per questo Tommaso arriva dire: «Mio Signore e mio Dio»; in fondo Gesù era tornato solo per lui, perché gli altri dieci avevano già creduto. Questa fede — non quella contrattuale da cui Tommaso era partito, «se non vedo… io non credo» — è la nostra luce, specialmente nei momenti in cui il nostro cuore è percorso da ombre e paure.

Informazioni  interparrocchiali

calendario: PLAN DI COCES: SABATO 25 APRILE ROGAZIONI ORE 11.00

PIANO: DOMENICA 3  MAGGIO ALLE ORE 11.00 VIENE CELEBRATA LA MESSA DI PRIMA COMUNIONE

CHI DESIDERA LA BENEDIZIONE PASQUALE ALLA FAMIGLIA È PREGATO DI CONTATTARMI  CELL. 334 578 5102

Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 3485663540

don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com

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ORARI SANTE MESSE

PIANO: FESTIVO 11.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, lunedì e martedì ore 18.00 presso la cappella delle Suore – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 18.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15