2a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno C 31 agosto 2025

Tu fingi di credere che il mondo giri intorno al sole,
ma in realtà sei convinto che gira intorno a te. Zamacoïs, Miguel.
Domenica “della scelta dell’ultimo posto”
Occasione preziosa per riscoprire la virtù dell’umiltà, oggi poco compresa e non apprezzata. Gesù, invece, ne ha fatto uno dei cardini della sua proposta di vita: “Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Il Signore che ci invita al suo banchetto e ci insegna le scelte vere dell’amore, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.
PER CHIEDERE PERDONO
Invito all’atto penitenziale: Come ci insegna il Vangelo, la consapevolezza del disordine nella nostra vita ci fa arrossire, ci vergogniamo: è il punto di partenza per la conversione, per chiamare per nome il nostro peccato, e lasciarci abbracciare dall’amore di Dio
– Signore Gesù, anche noi cerchiamo i primi posti e abbiamo paura di “restare indietro” nella considerazione degli altri; abbi pietà di noi. Signore pietà!
– Cristo Gesù, anche noi desideriamo esaltare noi stessi, dimenticando che la vera gloria è la tua misericordia e tenerezza; abbi pietà di noi. Cristo pietà!
– Signore Gesù, anche noi abbiamo uno sguardo di fede miope, e non vediamo oltre le cose di tutti i giorni, dimenticando il dono della vera vita; abbi pietà di noi. Signore pietà!
(Diciamo assieme) Dio Padre, amante della vita e amico dell’umanità, purificaci dai peccati e per questa celebrazione dell’eucaristia rendici degni di partecipare alla mensa del tuo regno, nei secoli dei secoli. Amen.
GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI
e pace in terra agli uomini amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.
PREGHIAMO
O Dio, che chiami i poveri e i peccatori alla festosa assemblea della nuova alleanza, fa’ che la tua Chiesa onori la presenza del Signore negli umili e nei sofferenti, e tutti ci riconosciamo fratelli alla tua mensa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
PER INTERPRETARE LA PAROLA DI DIO
Le pagine della Scrittura che oggi ascoltiamo sono un vero e proprio inno all’umiltà, che non è la virtù dei rassegnati o dei perdenti, ma di coloro che, consci delle possibilità loro date da Dio, non le ostentano per raggiungere i primi posti.
PRIMA LETTURA
Dal libro del Siràcide (3,19-21.31.33)
Figlio mio, tutto quello che fai, cerca di farlo senza orgoglio e gli amici di Dio ti ameranno. Quanto più sei grande, tanto più cerca di riconoscere i tuoi limiti; e il Signore ti darà i suoi favori. Solo chi ha il senso dei propri limiti sa riconoscere che il Signore è grande e potente. Non tentare quello che supera le tue possibilità, e non indagare su ciò che sta al di sopra delle tue forze. L’uomo intelligente è in grado di capire i proverbi, chi è saggio li ascolta volentieri.
Come l’acqua spegne un fuoco che divampa, così l’aiuto dato ai poveri cancella i peccati.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Sal 67,4-7.10-11)
Rit. Hai preparato o Dio, una casa per il povero.
I fedeli si rallegrano, / fanno festa alla presenza di Dio, / esultano con grande gioia. / Cantate Dio, cantate salmi al suo nome, / Signore è il suo nome, Rit.
Dalla sua santa dimora / é padre degli orfani, difensore delle vedove. / Dio raduna in una casa i dispersi, / fa uscire i prigionieri tra canti di gioia. Rit.
Hai fatto cadere piogge generose, / hai ridato vita a un paese affranto. / Il tuo popolo, Dio, si è stabilito; / nella tua bontà hai soccorso il povero. Rit.
SECONDA LETTURA
Dalla lettera agli Ebrei (12,18-19.22-24)
Fratelli, voi non vi siete avvicinati a una montagna terrena, come fece il popolo d’Israele: là c’era un fuoco ardente, oscurità, tenebre e tempesta; squilli di tromba e suono di parole. Il popolo udiva e chiedeva a Dio di non far più sentire la sua voce. Voi,invece, vi siete avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme del cielo e a migliaia di angeli.
Vi siete avvicinati alla riunione festosa, all’assemblea dei figli primogeniti di Dio, che hanno i nomi scritti nel cielo. Vi siete avvicinati a Dio, giudice di tutti gli uomini, agli spiriti degli uomini giusti finalmente portati alla perfezione.
Vi siete avvicinati a Gesù, mediatore della nuova alleanza, al suo sangue sparso, che ha una voce più potente di quella di Abele.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato ad annunziare ai poveri la buona novella, a proclamare ai prigionieri la liberazione.
VANGELO
Dal vangelo secondo Luca (14,1.7-14)
Un giorno Gesù era a pranzo in casa di un capo dei farisei. I presenti lo osservavano attentamente perché era sabato.
Gesù osservava che alcuni invitati sceglievano volentieri i primi posti. Per loro raccontò questa parabola: «Quando sei invitato a nozze, non occupare i primi posti, perché potrebbe esserci un invitato più importante di te. In questo caso lo sposo sarà costretto a venire da te e dirti: “Cedigli il posto”. Allora tu, pieno di vergogna, dovrai prendere l’ultimo posto.
Invece, quando sei invitato a nozze, va’ a sederti all’ultimo posto. Quando arriverà lo sposo, ti dirà: “Vieni, amico! Prendi un posto migliore”. E questo sarà per te motivo di onore di fronte a tutti gli invitati.
Ricordate: chi si esalta sarà abbassato; chi invece si abbassa sarà innalzato!». Poi Gesù disse a colui che lo aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici e fratelli, i tuoi parenti e i ricchi che abitano vicino a te: essi infatti hanno la possibilità di invitarti a loro volta a casa loro e tu, in questo modo, hai già ricevuto la tua ricompensa. Invece, quando offri un banchetto, chiama i poveri, gli storpi, gli zoppi e i ciechi. Allora avrai motivo di rallegrarti, perché questi non hanno la possibilità di ricambiarti l’invito. Dio stesso ti darà la ricompensa alla fine, quando i giusti risorgeranno».
Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.
PROFESSIONE DI FEDE
Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
PREGHIERA DEI FEDELI
In Gesù tu hai manifestato il trattamento che riservi ai poveri, agli umili e ai peccatori. Apri i nostri occhi e risveglia il nostro cuore perché in essi sappiamo accogliere la tua presenza.
Preghiamo insieme:
Padre degli umili, ascoltaci.
1- Fa’ della tua chiesa il luogo del perdono e della festa, dove tutti si riconoscono fratelli invitati a partecipare alla ricchezza del tuo amore. Preghiamo.
2- Infondi nel cuore dei politici e dei governanti uno spirito di servizio, che li renda consapevoli di essere chiamati a spendere energie e capacità per il bene comune. Preghiamo.
3- Accanto a poveri ed emarginati, suscita persone di buona volontà che sappiano rivelare la tua paternità, facendosi carico delle loro sofferenze e colmando di affetto la loro solitudine. Preghiamo.
4- Accendi nei giovani il desiderio di seguire Cristo: siano animati dalla verità per divenire artefici di comunione e di solidarietà. Preghiamo.
5- Purifica il nostro sguardo perché sappiamo riconoscere il dono di grazia di cui ci hai resi partecipi e diventiamo più solleciti verso le necessità dei fratelli. Preghiamo.
(Diciamo insieme) Saranno i poveri, Signore, che un giorno ci condurranno da te e ci ammetteranno nella tua casa. Donaci allora un cuore generoso. Fa’ che pratichiamo una solidarietà accorta ed audace. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.
SULLE OFFERTE
Santifica, Signore, l’offerta che ti presentiamo, e compi in noi con la potenza del tuo Spirito la redenzione che si attua nel mistero. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Abbiamo risposto all’invito del tuo Figlio, Dio onnipotente ed eterno, e siamo venuti a condividere la forza della sua Pasqua, cercando di realizzare lo stile di vita che lui stesso ha insegnato con le parole e testimoniato con le sue opere.Tu esalterai chi, come il Cristo, si umilia e diventa servo, mettendosi a disposizione dei fratelli non per la ricerca di primi posti, che danno povere risposte umane alla grande sete di bellezza che portiamo in cuore. Se, come Gesù, siamo generosi del donare amore, sarai tu stesso a premiare la nostra fedeltà, ed esaltare il nome che ci hai affidato quando ci hai chiamati tuoi figli, a immagine del tuo Unigenito, fatto uomo per amore tuo e nostro e non per la ricerca di titoli umani, vuoti e fuorvianti.
Riuniti alla tua presenza, educati dalla tua Parola vivente, guidati dallo Spirito di amore, insieme con gli angeli e i Santi del cielo cantiamo a te l’inno di adorazione e di lode: Santo…
Preghiamo insieme: Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro papa Leone, il nostro vescovo Riccardo, i presbiteri e i diaconi. Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione e, nella tua misericordia, di tutti i defunti: ammettili alla luce del tuo volto. Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, san Giuseppe, suo sposo, gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi, e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua lode e la tua gloria.
Al Padre nostro: Dio ci educa dando un esempio: è lui che si pone all’ultimo posto, e ci serve. Ci viene incontro per primo e ci regala il suo amore. A lui diciamo:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione ma liberaci dal Male
AL DONO DELLA PACE
Per essere costruttori di pace, scambiamoci un gesto di comunione fraterna.
DOPO LA COMUNIONE
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore e ci spinga a servirti nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.
La parabola che costituisce la prima parte del Vangelo di questa domenica invita a prendere «l’ultimo posto». Che posto è? È la posizione che si assume in una relazione autentica con il Padre celeste. Adamo si mise al primo posto, provando a prendersi la posizione di Dio stesso, con risultati disastrosi.
La salvezza è diventare discepoli, ossia chiamati a seguire Gesù, e se Lui ci guida ci conduce al posto giusto, che è la nostra missione. Abbiamo paura di seguirlo perché la nostra anima è presa dall’ansia da primo posto, dalla paura di non essere importanti, dalla voglia di essere riconosciuti.
A che pro? Quando il cuore è intasato dall’ossessione di controllare l’onore che ci viene riconosciuto, si vive un’esistenza intessuta di cose che durano cinque minuti. Il Signore ci ha chiamato a qualcosa di molto più importante e solido.
Ha un posto da darci, quello in cui si riceve una dignità che rende liberi e che il disprezzo altrui non può scalfire. C’è da smettere di imporre il ritmo all’esistenza e lasciarsi condurre dalla Provvidenza. E si entra in una qualità diversa di gioia. Sarà una festa che non finisce e che nessuno può intaccare. Quanti cristiani, nella storia, hanno assaggiato la pienezza quando hanno smesso di scegliersi il posto e si sono lasciati assegnare il posto da Dio!
Pensiamo ai santi! Questa gioia è fatta di atti di abbandono.
Che tipo di soddisfazione cercare nella vita? Per quale ricompensa vivere? Gesù, nella seconda parte del Vangelo, descrive l’organizzazione di una cena e di una strana lista di invitati: c’è da togliere amici, familiari e ricchi vicini…. e mandare l’invito a «poveri, storpi, zoppi, ciechi», persone che arrivano senza regali, da offrire.
La distinzione alla fin fine è: vivere per essere servito o servire? Essere sfamati o sfamare? Non è solo questione di scegliere estranei o meno, ma chi non ha niente da dare. Che potrebbe essere anche proprio mio fratello o chi mi sta vicino, quando è uno dei «poveri, storpi, zoppi, ciechi» – perché ogni uomo sa essere cieco, ha i suoi aspetti poveri, ha le sue lentezze, le sue storture.
Gesù con questa parabola ci invita a costruire relazioni nuove. Gesù desidera che i suoi discepoli, cioè anche noi cristiani che viviamo nei tempi moderni ad essere membri di una chiesa che è innanzitutto una fraternità: lo si dovrebbe vedere dallo stile che la caratterizza. Perché chi è più fragile non viene tagliato fuori dalla “carriera”, ma viene sorretto affinché possa andare avanti, contando sulla misericordia di chi gli sta accanto. Perché chi è forte sa di dover offrire qualcosa di più, ma senza umiliare i deboli, che ogni giorno faticano per compiere il loro tratto di strada. Perché chi è saggio non utilizza il suo sapere per il vantaggio personale, ma per il bene di tutti, rallegrandosi solamente di essere servito a qualcosa.
Tutti sanno di poter contare sull’amore di colui che veglia discretamente sul cammino di ognuno. Tutti sanno di essere preziosi non per quello che riescono a fare o esibire, ma perché il Cristo ha versato per loro il suo sangue sulla croce e ha accettato di essere ferito e ucciso per guarire ognuno dalle sue fragilità. Tutti sanno di essere abitati dal medesimo Spirito, che distribuisce i suoi doni perché costituiscano la ricchezza di tutti e non siano solo titoli da depositare a proprio vantaggio personale.
Gesù non ci invita solo a credere che questo è possibile, ma ci chiede di viverlo perché, per quanto possa sembrare strano, questo è il modo più autentico per rispondere a colui che continua ad avere fiducia in noi e a donarci il suo amore.
informazioni interparrocchiali
LUNEDÌ 01 SETTEMBRE 2025
RIVALPO VALLE: ORE 20.000 XXX DI LUIGI LUCCHINI
GIOVEDÌ 4
AVOSACCO: NON VIENE CELEBRATA PIÙ LA MESSA DELLE ORE 18.00
PIEDIM: LA MESSA D’ORA IN POI VIENE CELEBRATA ALLE ORE 18.00
SABATO 6
PIANO: MATRIMONIO DI ARIANNA DI MONTE E GABRIELE MAURO
INVITO DI ISCRIZIONE AL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE
I GENITORI DELLE RAGAZZE E DEI RAGAZZI CHE FREQUENTANO LA PRIMA E LA SECONDA SUPERIORE SONO INVITATI, SE LO DESIDERANO, A ISCRIVERE I LORO FIGLI ENTRO IL 30 SETTEMBE A MEZZO WHATSAPP AL N°
334 578 5102 (DON IVO)
SI RICORDA CHE ALLA CELEBRAZIONE DELLA CRESIMA SI ARRIVA:
– PARTECIPANDO, CON COSTANZA E IMPEGNO, ALL’INCONTRO DI CATECHESI E ALLA MESSA DOMENICALE.
– NON SUPERANDO “UN TERZO DI ASSENZE” AGLI INCONTRI DI CATECHESI E DELLA MESSA DOMENICALE
Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 348 5666 3540
don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com
Per eventuali offerte: IBAN IT 55 P 03069 64326 100000006524
ORARI SANTE MESSE
PIANO: FESTIVO 11.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; FERIALE a CHIUSINI lunedì ore 18.00; ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, martedì ore 18.00 – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 18.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15