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25a  DOMENICA  anno A 20 settembre 2026

Dio non è un contabile d’impresa.

A lui non interessa il prodotto, ma l’uomo.

Domenica “dei primi e degli ultimi”

Celebriamo la Venticinquesima Domenica del Tempo Ordinario.

“Andate anche voi nella mia vigna”: per aver ascoltato un giorno questo invito, lo stesso che la Liturgia odierna ci presenta, noi siamo diventati operai del Signore, certamente felici e fieri di esserlo. Ma forse presumiamo troppo dei nostri meriti e dei diritti acquisiti nei confronti del Regno dei cieli.

L’Eucaristia che ci apprestiamo a celebrare ci aiuti a riprendere coscienza che tutto ci è dato e che possiamo aspettarci sempre tutto dalla bontà misericordiosa di Dio.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La pace, la carità e la fede da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

PER CHIEDERE PERDONO

Se siamo sinceri con noi stessi, scopriamo che troppe volte camminiamo su strade che non sono quelle di Cristo.

Chiediamo sinceramente perdono dei nostri peccati al Signore, soprattutto dell’aver abusato della sua pazienza, rinviando la nostra conversione all’ultima ora.

– Signore Gesù, siamo anche noi invidiosi della tua bontà e non riconosciamo il tuo stile gratuito verso tutti; abbi pietà di noi.

Signore pietà!

– Cristo Gesù, facciamo fatica a rispondere con entusiasmo alla tua chiamata a lavorare nella tua vigna; abbi pietà di noi. Cristo pietà!

– Signore Gesù, ci riteniamo migliori degli altri e meritevoli di particolari riconoscimenti da parte tua; abbi pietà di noi. Signore pietà!

         (Diciamo insieme) Padre buono, che vedi le nostre difficoltà ad accogliere nei fatti il tuo invito, guidaci nelle scelte di ogni giorno e aiutaci a vivere con coerenza il messaggio d’amore del tuo Vangelo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

GLORIA A DIO

e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

PREGHIAMO

O Padre, giusto e grande nel dare all’ultimo operaio come al primo, le tue vie distano dalle nostre vie quanto il cielo dalla terra; apri il nostro cuore all’intelligenza delle parole del tuo Figlio, perché comprendiamo l’impagabile onore di lavorare nella tua vigna fin dal mattino. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRIMA LETTURA 

Dal libro del profeta Isaìa (55,6-9)

Cercate il Signore, ora che si fa trovare. Chiamatelo, adesso che è vicino. Chi è senza fede e senza legge cambi mentalità; chi è perverso rinunzi alla sua malvagità! Tornate tutti al Signore, ed egli avrà pietà di voi! Tornate al nostro Dio che perdona con larghezza! Dice il Signore: “I miei pensieri non sono come i vostri e le mie azioni sono diverse dalle vostre. I miei pensieri e i vostri, il mio modo di agire e il vostro sono distanti tra loro come il cielo è lontano dalla terra.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

         SALMO RESPONSORIALE (Salmo144)

Rit. Il Signore è vicino a chi lo invoca.

Ogni giorno ti voglio benedire, / voglio cantare per sempre le tue lodi. / Tu sei grande, Signore; / a te è dovuta ogni lode, / la tua grandezza non si può misurare. Rit.

Il Signore è bontà e misericordia, / è paziente, costante nell’amore. / Il Signore è buono con tutti, / ha misericordia per ogni creatura. Rit.

Il Signore è giusto in tutto, / buono in ogni sua azione. / È vicino a chiunque lo invoca, / a chi lo cerca con cuore sincero. Rit.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (1, 20-27)

… Per questo aspetto con impazienza, e spero di non vergognarmi, ma di saper parlare con piena franchezza. Anzi ho piena fiducia che, ora come sempre, Cristo agirà con potenza servendosi di me, sia che io continui a vivere sia che io debba morire. Per me infatti il vivere é Cristo e il morire un guadagno. Ma se la mia vita può ancora essere utile al mio lavoro di apostolo, non so che cosa scegliere. Sono spinto da opposti desideri: da una parte desidero lasciare questa vita per essere con Cristo, e ciò sarebbe certamente per me la cosa migliore!; dall’altra, è molto più utile per voi che io continui a vivere. Convinto di questo, so che resterò e continuerò a rimanere con voi tutti per aiutarvi ancora, e perché proviate quella gioia che viene dalla fede. Così avrete un motivo di più per lodare Gesù Cristo, a causa del mio ritorno tra voi. In ogni caso vivete la vostra vita comunitaria in modo degno, secondo il messaggio del vangelo di Cristo. Può darsi che io possa venire da voi e vedervi, oppure che io debba solo avere vostre notizie da lontano; comunque mi auguro di sentire che siete uniti saldamente in un medesimo spirito e che lottate in pieno accordo per la fede che nasce dal messaggio di Cristo.  

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Apri, Signore, il nostro cuore e comprenderemo le parole del Figlio tuo.

VANGELO

Dal vangelo secondo Matteo (20,1-16)

Così infatti è il regno di Dio. Un tale aveva una grande vigna e una mattina, molto presto, uscì in piazza per prendere a giornata uomini da mandare a lavorare nella sua vigna. Fissò con loro la paga normale: una moneta d’argento al giorno e li mandò al lavoro. Verso le nove del mattino tornò in piazza e vide che c’erano altri uomini disoccupati. Egli disse: “Andate anche voi nella mia vigna; vi pagherò quel che è giusto”. E quelli andarono. Anche verso mezzogiorno e poi verso le tre del pomeriggio fece la stessa cosa. Verso le cinque di sera uscì ancora una volta e trovò altri uomini. Disse: “Perché state qui tutto il giorno senza far niente?”.

E quelli risposero: “Perché nessuno ci ha preso a giornata”. Allora disse: “Andate anche voi nella mia vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama gli uomini e da’ loro la paga, cominciando da quelli che sono venuti per ultimi”. Il fattore chiamò dunque quelli che erano venuti alle cinque di sera e diede una moneta d’argento a ciascuno. Gli uomini che avevano cominciato per primi credevano di prendere di più. Invece, anche a loro fu data una moneta d’argento ciascuno. Allora cominciarono a brontolare contro il padrone. Dicevano: “Questi sono venuti per ultimi, hanno lavorato soltanto per un’ora, e tu li hai pagati come noi che abbiamo faticato tutto il giorno sotto il sole”. Rispondendo a uno di loro, il padrone disse: “Amico, io non ti ho imbrogliato: l’accordo era che ti avrei pagato una moneta d’argento, o no? Allora prendi la tua paga e sta’ zitto. Io voglio dare a questo, che è venuto per ultimo, quel che ho dato a te. Non posso fare quel che voglio con i miei soldi? O forse sei invidioso perché io sono generoso con loro?”. Poi Gesù disse: “Così, quelli che sono gli ultimi saranno i primi, e quelli che sono i primi saranno gli ultimi”.

Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

IO CREDO IN DIO, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Signore Dio, ad ognuno di noi tu chiedi di collaborare al tuo progetto di salvezza. E non ci consideri dei salariati, ma dei figli. Aumenta in noi uno spirito autentico di famiglia.

Per questo ti preghiamo dicendo:

Donaci la gioia di lavorare per te!

1. Signore Gesù, che in parabole ci parli del Regno di Dio. La Chiesa cerchi di valorizzare il linguaggio degli uomini per parlare loro dell’amore di Dio e far conoscere la salvezza offerta  a tutti; noi ti preghiamo.

2. Signore Gesù, che ci coinvolgi nel prenderci cura di noi stessi e dei nostri fratelli.Ti affidiamo le attese di pace e di giustizia nostre e del mondo intero, e ti preghiamo soprattutto per chi vive nella sofferenza; noi ti preghiamo.

3. Signore Gesù, che riconosci il bene che facciamo anche quando agli occhi degli altri può sembrare insignificante. Lo Spirito ci accompagni nell’ascoltare le tue parole che il Vangelo e tutta la Bibbia fanno risuonare nelle nostre liturgie e alimentano la nostra preghiera; noi ti preghiamo.

4. Signore Gesù, che ci chiedi di accogliere la Parola che ci fa conoscere l’amore di Dio.Dona forza e coraggio, pazienza e umiltà a chi si mette a servizio della Parola per condividerla con tutti come tesoro prezioso; noi ti preghiamo

5. Signore Gesù, che ci nutri con la Parola e il Pane della vita. La tua Parola ci indichi le scelte da compiere in questa nuova settimana e il Pane eucaristico ce ne dia la forza per trovare in esse la vera gioia; noi ti preghiamo.

(Diciamo insieme) Ad ognuno di noi, o Padre, tu chiedi di fare la sua parte perché si realizzi il tuo disegno di amore. Nel lavoro o a scuola, in casa e in parrocchia fa’ che siamo sempre generosi e pronti ad impegnarci, felici quando gli altri raggiungono dei successi. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza i beni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Se non siamo invidiosi della tua bontà possiamo godere della salvezza che offri a tutti gli uomini; anche a coloro che noi consideriamo indegni, dimenticando che tu, Padre di tenerezza, ti prendi cura di tutti i tuoi figli, per i quali hai mandato Gesù, nostro Signore.

Egli ci richiama lo stile che tu attui con noi, sempre pronto a concedere a tutti il tuo amore e offrire una speranza certa, anche quando siamo consapevoli di non godere di meriti, non avendo lavorato nella tua vigna fin dal mattino. Con le sue parole e i suoi gesti di amore ci ricorda che nessuno deve ritenersi escluso dalla grazia che salva e neppure può escludere i fratelli da questo tuo dono perché tu tieni per ultimo chi presume di avere diritti e conforti con la gioia chi si sentiva lontano e indegno.

In comunione con la Chiesa chiamata alla santità, e con le schiere di quanti già godono del tuo dono gratuito, nel giorno della pasqua settimanale, come famiglia siamo venuti a cantare la tua lode: Santo…

Preghiamo insieme: Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro papa Leone, il nostro vescovo Riccardo, i presbiteri e i diaconi.

Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione e, nella tua misericordia, di tutti i defunti: ammettili alla luce del tuo volto.

Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, san Giuseppe, suo sposo, gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi, e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua lode e la tua gloria.

AL PADRE NOSTRO

Il pane quotidiano che chiediamo a Dio, nostro Padre, sostenga il nostro agire da cristiani. La riconoscenza ci spinga a non dimenticare che tutto è dono di Dio e soprattutto ci aiuti a non escludere coloro che mancano del necessario. Per questo, diciamo insieme:

Padre nostro…

DOPO LA COMUNIONE

Guida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

BENEDIZIONE

– Dio onnipotente allontani da noi ogni male e ci conceda con benevolenza i doni della sua benedizione. Amen.

– Renda attenti i nostri cuori alla sua parola, perché possiamo godere della gioia senza fine. Amen.

– Ci aiuti a comprendere ciò che è buono e giusto, perché camminando sempre sulla via dei sui precetti possiamo diventare coeredi dei santi. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre. Amen.

Giustizia e misericordia

In fondo, se si vuol capire veramente questa parabola, basta ripercorrere gli ultimi istanti della vita di Gesù. È proprio lì, sulla collina del Calvario, che noi ci imbattiamo in quello che viene comunemente chiamato “il buon ladrone”. Un modo piuttosto strano per designare quell’uomo che, condannato per reati veramente commessi, si è affidato a Gesù e ha ricevuto quella promessa che ognuno di noi vorrebbe sentire dalle sue labbra: “Oggi stesso tu sarai con me in Paradiso!”. In effetti “il buon ladrone” che entra in Paradiso sembra essere una palese ingiustizia. Diremmo che è proprio sul filo di lana che riesce a strappare questa assicurazione. Ci sembra quasi quasi che per lui la salvezza per l’eternità sia stata una sorta di scippo, effettuato all’ultimo minuto. È con lui, però, grazie a lui che comprendiamo questa quadratura del cerchio che Gesù ci presenta con la parabola di oggi, la parabola degli operai nella vigna. Se ci tuffiamo nella parabola, tuttavia, e la leggiamo con occhi disincantati, ci accade di trovare non poche sorprese. Una, innanzitutto: la giustizia contrattuale è rispettata! È stato pattuito un denaro? Un denaro viene dato!

Quelli della prima ora non possono accusare il padrone di essersi tenuto in tasca qualcosa che spettava loro… E una seconda osservazione viene subito da fare: il modo di fare del padrone gli fa sborsare più di quanto avrebbe dovuto. Sì, perché se la matematica non è un’opinione, a partire da quella paga stabilita, il padrone avrebbe risparmiato non poco pagando in proporzione. Tutti quelli che erano stati assunti a partire delle nove di mattina non avrebbero dovuto ricevere un denaro, ma solo una frazione di denaro, in proporzione alle ore di lavoro. Nonostante tutto, comunque, resta qualcosa che urta la nostra sensibilità sindacale. Chi ha lavorato tutta la giornata come chi ha lavorato un’ora sola? Diciamolo francamente: la cosa è scandalosa. Ma la misericordia non è sempre scandalosa? E, se si vuole andare fino in fondo al ragionamento, la grazia di Dio non è anch’essa scandalosa? Scandalosa nel dono, nella tenerezza, nella bontà. Scandalosa per il divario che c’è tra quello che ci viene offerto ed i nostri meriti. E la giustizia, nel modo in cui la concepiamo, non rischia di diventare una macchina veramente terribile? Provate a pensare a cosa ci accadrebbe se Dio l’applicasse in modo estremamente preciso alla nostra esistenza? Non saremmo tutti senza via di scampo? Ancora una volta, dunque, a farci capire (almeno un poco) è proprio lui “il buon ladrone”. Lui che riconosce gli sbagli passati. Lui che sente il coraggio di riprendere l’altro ladro, collega di sventura. Lui che si affida a quel condannato che non ha fatto nulla di male. Altro che operaio dell’ultima ora, qui siamo agli ultimi istanti della vita. Ma non è mai tardi per il Regno. Mai troppo tardi per la misericordia di Dio.

Informazioni  interparrocchiali

CALENDARIO

DOMENICA 4 OTTOBRE: FESTA DELLA MADONNA DEL ROSARIO A LOVEA  S. MESSA ALLE ERE 11.15 –

A PIANO S. MESSA ORE 11.00; VESPERO O ROSARIO ALLE ORE 14.30

DOMENICA 25 OTTOBRE: FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE A CEDARCHIS S. MESSA ORE 11.00 – A PIEDIM S.MESSA ORE10.00

Suore: Cedarchis 334 185 2226 – 348 566 3540

don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com

Per eventuali offerte:

IBAN IT66D0623064320000015306127

ORARI SANTE MESSE

PIANO: FESTIVO 11.00; FERIALE: lunedì a Chiusini ore 18.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, martedì ore 18.00 – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 18.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15