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20a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno C 17 agosto 2025

E’ una sfortuna non essere amati, ma è una disgrazia non amare.

Domenica “del fuoco dello Spirito” – La nostra vita ha una mèta, quella di incontrare Cristo. Imitare Cristo da vicino non è stato mai facile, ma la fede e la speranza ci danno le ali per superare l’amarezza delle sofferenze e andare avanti con l’aiuto dello Spirito Santo e dei fratelli.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi.
E con il tuo spirito.

PER CHIEDERE PERDONO

Invito all’atto penitenziale:Seguire il Signore Gesù comporta delle scelte a volte difficili e impegnative. Il Vangelo è fuoco che purifica e chiede di schierarsi, senza compromessi. Domandiamo al Signore che perdoni la nostra tiepidezza e la nostra pigrizia.

  • Signore Gesù, siamo frenati dalla paura di compiere scelte generose per tradure il vangelo in gesti quotidiani; abbi pietà di noi. Signore pietà!
  • Cristo Gesù, siamo troppo preoccupati di restare nel gruppo e non ci sentiamo pronti per aderire pienamente a te; abbi pietà di noi. Cristo pietà!
  • Signore Gesù, non avvertiamo ancora l’urgenza della fede come liberazione da ciò che impoverisce la nostra vita; abbi pietà di noi. Signore pietà!
    Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.

GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI
e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

PREGHIAMO
O Dio, che nella croce del tuo Figlio, segno di contraddizione, riveli i segreti dei cuori, fa’ che l’umanità non ripeta il tragico rifiuto della verità e della grazia, ma sappia discernere i segni dei tempi per essere salva nel tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
L’invito a saper discernere i segni dei tempi risuona oggi nella Liturgia come indicatore di un cammino continuo per portare nel mondo il “fuoco” trasformatore del Vangelo, per scomodare coloro che vivono tranquilli nelle loro effimere sicurezze, anche a costo di rischiare la nostra vita; accadde cosi anche al profeta Geremia, scaraventato nella cisterna perché non disturbasse con la sua parola l’avara tranquillità degli israeliti. Gesù è venuto per donarci il fuoco dell’amore. Se lo lasciamo ardere, il mondo cambierà.
PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Geremia (38,4-6.8-10)
… Quei dignitari andarono a dire al re Sedecìa: “Bisogna eliminare questo Geremia. Con i suoi discorsi egli scoraggia i soldati rimasti in città e tutta l’altra gente. Non cerca il bene del popolo, ma soltanto il suo male”. Sedecìa rispose: “Quand’è così, fatene quel che volete. Anche se sono il re, non posso mettermi contro di voi”. Allora quelli fecero prendere Geremia per gettarlo nella cisterna di uno della famiglia reale, Maichia, che era situata nell’atrio della prigione. Lo calarono con delle corde nella cisterna. Non c’era acqua ma solo fango e Geremia vi sprofondò. Ebed-Melech uscì dalla reggia e andò ad esporre il caso al re: “Re mio signore, – gli disse, – quegli uomini si sono comportati male con il profeta Geremia! L’hanno gettato nella cisterna e là dentro morirà di fame, perché non c’è più pane in città”. Allora il re diede a Ebed-Melech, l’Etiope, quest’ordine: “Prendi subito con te tre uomini e tira fuori Geremia dalla cisterna prima che muoia”.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 39,2-4.18)
Rit. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Ho continuato a sperare nel Signore: / si è chinato verso di me / e ha ascoltato il mio lamento.
Rit.
Mi ha tratto dalla fossa, / dalla fangosa palude della morte. / Ha posto i miei piedi al sicuro su una roccia / ha reso sicuri i miei passi. Rit.
Mi ha messo sulle labbra un canto nuovo, / un canto di lode per il nostro Dio. / Molti vedranno e, pieni di rispetto, / avranno fiducia nel Signore. Rit.
Io sono povero e misero, / ma il Signore pensa a me. / Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore; / mio Dio, non tardare! Rit.

SECONDA LETTURA
Dalla lettera agli Ebrei (12,1-4)
Eccoci dunque posti di fronte a questa grande folla di testimoni. Anche noi quindi liberiamoci da ogni peso, liberiamoci dal peccato che ci trattiene, e corriamo decisamente la corsa che Dio ci propone. Teniamo lo sguardo fisso in Gesù: è lui che ci ha aperto la strada della fede e ci condurrà sino alla fine.
Egli ha accettato di morire in croce e non ha tenuto conto che era una morte vergognosa, perché pensava alla gioia riservata per lui in cambio di quella sofferenza. Ora egli si trova accanto al trono di Dio. Pensate a lui che ha sopportato un attacco tanto violento da parte di peccatori. Così non vi lascerete scoraggiare, e non cederete. Perché la vostra lotta contro il peccato non è ancora finita, non avete ancora combattuto fino alla morte.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO
(Allluia chiama ed io – oppre – ed oggi ancora pag 30)
Alleluia, alleluia. Apri, Signore, il nostro cuore e comprenderemo le parole del Figlio tuo.
VANGELO
Dal vangelo secondo Luca (12,49-53)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Io sono venuto ad accendere un fuoco sulla terra e vorrei davvero che fosse già acceso. Ho un battesimo da ricevere, ed è grande la mia angoscia fino a quando non l’avrò ricevuto. Pensate che io sia venuto a portare pace nel mondo? No, ve lo assicuro, non la pace ma la divisione. D’ora in poi, se in famiglia ci sono cinque persone, si divideranno fino a mettersi tre contro gli altri due e due contro gli altri tre. Il padre contro il figlio e il figlio contro il padre, la madre contro la figlia e la figlia contro la madre, la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera”. Gesù diceva ancora alla gente: “Quando vedete una nuvola che sale da ponente, voi dite subito: “Presto pioverà”, e così avviene. Quando invece sentite lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Siete capaci di capire l’aspetto del cielo e della terra, e allora come mai non sapete capire quel che accade in questo tempo? Perché non giudicate da soli ciò che è giusto fare?”.
Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Invochiamo con fiducia la luce e la forza dello Spirito Santo, perché il fuoco dell’amore di Dio riscaldi i nostri cuori, conforti la nostra fede e sostenga i nostri passi sulle strade di questo mondo. Preghiamo insieme:
Donaci, Signore, il tuo Santo Spirito.

  1. – Fa’ che il Vangelo di Gesù risuoni con forza e che i cristiani lo diffondano con le parole e con le opere. Preghiamo.
  2. – Non permettere che l’arroganza e la prepotenza dei malvagi spengano le voci dei profeti e di coloro che amano la giustizia. Preghiamo.
  3. – Sostieni tutti i politici che si impegnano a risolvere i problemi più urgenti e gravi del nostro Paese. Preghiamo.
  4. – Rimani accanto a chi è in vacanza: il tempo delle ferie diventi un’occasione per ristorare il corpo e lo spirito. Preghiamo.
  5. – Dona forza a tutti coloro che si impegnano gratuitamente a favore dei più poveri e dei più deboli. Preghiamo.
    (Diciamo insieme) Signore, insegnaci a vivere come il tuo Figlio, Gesù, disposti ad amare e anche a soffrire pur di far crescere il tuo Regno e di far giungere ad ogni uomo la Buona Novella del tuo amore. Tu sei la nostra speranza per i secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE
Accogli i nostri doni, Signore, in questo misterioso incontro tra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Ci rivolgiamo a te, o Padre, riconoscendo di sentirci provocati e giudicati dalle parole severe del Cristo, tuo Figlio, mandato tra noi come profeta per gustare il senso vero della nostra esistenza.
Gesù chiede di cambiare vita, non confidando nelle ricchezze umane, e di fondare invece le nostre scelte sulle sue parole, anche quando risultano severe, perché invitano a cercare la tua volontà, che vuole tutti liberi dal potere e dalle scelte che allontanano dal tuo amore.
Anche noi siamo suoi discepoli, e figli che vivono in te, se facciamo tesoro delle sue proposte anche quando chiedono di puntare su ideali alti.
Provocati, ma anche incoraggiati, dalle parole esigenti del tuo Figlio, confortati dallo stile di vita dei santi e sostenuti dall’assemblea celeste, come Chiesa chiamata alla salvezza cantiamo la tua gloria:
Santo…

(Preghiamo insieme) E ora siamo qui come una sola famiglia davanti te, o Padre, per ricordare con gioia ciò che Gesù ha fatto per la nostra salvezza. Padre santo, ci hai chiamati a questa mensa nella gioia dello Spirito Santo per ricevere il corpo e il sangue di Cristo: con la forza di questo cibo donaci di vivere sempre nella tua amicizia. Ricordati del nostro papa Leone, del nostro vescovo Riccardo, e di tutti i vescovi della tua Chiesa. Aiuta tutti i discepoli del tuo Figlio a portare nel mondo la pace e a diffondere la gioia che viene da te. Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle che sono morti, ammettili a godere la luce del tuo volto. Concedi a tutti noi di partecipare alla festa eterna nel tuo regno, con la beata Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, con san Giuseppe, suo sposo, e con tutti i santi.

AL PADRE NOSTRO: Santificare il nome di Dio significa avere il coraggio di seguire Gesù con determinazione, senza compromessi. Invochiamo ancora una volta la venuta del Regno con le parole che Gesù ci ha consegnato, dicendo: Padre nostro…

AL DONO DELLA PACE: La fede trasforma le nostre relazioni, ma non manca di creare conflitti e tensioni. Credere in Gesù significa spendere la propria vita per la giustizia e la riconciliazione.
Scambiamoci da veri fratelli un segno di pace.

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento ci hai fatti partecipi della vita del Cristo, trasformaci a immagine del tuo Figlio, perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

BENEDIZIONE
Il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, vi confermi e vi renda forti e saldi nella fede.
Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Amen.

Non siamo certamente abituati a sentire dalla bocca di Gesù parole come queste: «Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione».
Sembrano in contrasto con tante altre parole di Gesù, anzi con l’intero vangelo, percorso dall’inizio alla fine dall’invito alla pace. Quando nasce a Betlemme, gli angeli annunciano ai pastori «sulla terra pace agli uomini che [Dio] ama»; una delle prime frasi predicate da Gesù è «beati gli operatori di pace»; «pace a voi» si sentono dire da lui la sera di Pasqua i discepoli riuniti a porte chiuse, quando Gesù appare loro, E allora come si spiega che nel vangelo di oggi dice di non essere venuto a portare la pace, ma la divisione? Il fatto è che la pace portata da Gesù è diversa dalla pace portata dal mondo. Lui stesso aveva proposto questa distinzione, dicendo ai discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi». C’è una pace che Gesù non è venuto a portare e che, anche se si maschera da pace, in realtà si chiama «indifferenza». Ce ne sono diversi esempi già nel vangelo: il ricco della parabola che vuole essere «lasciato in pace» dal povero Lazzaro, desideroso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla sua tavola; il sacerdote e il levita che vedono l’uomo bastonato dai briganti e tirano dritto per la loro strada, perché la loro pace non venga disturbata; e Ponzio Pilato, che per non rischiare il posto di governatore ed essere lasciato in pace dai capi del popolo d’Israele si lava le mani sulla sorte di un uomo ingiustamente condannato. Questa è la pace che Gesù non ha portato sulla terra, anzi è quella falsa pace che lui ha sempre combattuto: l’indifferenza, l’atteggiamento di chi vuole essere «lasciato in pace» e guarda solo ai propri interessi. La pace che Gesù invece è venuto a portare è un fuoco: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!». Il fuoco che riscalda, illumina e purifica è segno di amore e di passione. Gesù non è venuto a gettare acqua sulle nostre passioni, ma a dirigerle verso la giustizia. Gesù si è sempre schierato dalla parte degli incendiari: ha acceso però il fuoco buono, non quello che distrugge ma quello che purifica e riscalda la vita. La sua osservazione – «quanto vorrei che fosse già acceso!» – è un po’ amara, e ci fa capire che noi, suoi discepoli, troppe volte puntiamo gli idranti dell’indifferenza verso i grandi problemi che anche oggi agitano la terra: rischiamo di essere come il ricco di fronte ai milioni di poveri Lazzaro che vorrebbero qualche briciola dalla nostra tavola; di diventare come il sacerdote e il levita di fronte alle tantissime persone bastonate stese ai margini delle strade del mondo; di ripetere il gesto di Ponzio Pilato di fronte alle grandi e piccole ingiustizie che ogni giorno colpiscono uomini e donne colpevoli solo di non contare e non avere i mezzi per difendersi. Rischiamo, in altre parole, di cadere in quella falsa pace – l’indifferenza – che Gesù non ha voluto portare.
La sfida del vangelo di oggi è questa: se tieni acceso nel cuore il fuoco della passione per la giustizia, provocherai una sana divisione che è una via di pace. Una divisione che non è ricerca di conflitti, ma ricerca della vera pace: è infatti prima di tutto la divisione nel mio cuore tra l’egoismo e l’amore, tra quella parte di me che vorrebbe essere «lasciata in pace» e occuparsi solo di se stessa, e quella parte di me che si spinge a intrecciare la vita con gli altri e i loro problemi. È nel nostro cuore che si confrontano ogni giorno la vera pace e la falsa pace. Qui sta la radice di tutto: se coltiviamo la vera pace, la passione per la giustizia che nasce dall’amore per i fratelli, ci sarà meno spazio nel mondo per la falsa pace dell’indifferenza. Perché nel nostro cuore arda questo fuoco, e perché non sia «un fuoco di paglia» dettato solo da un’emozione momentanea, da una generosità immediata, è un dovere per noi cristiani tenerci informati sui problemi del mondo, organizzarci per affrontare le ingiustizie, a cominciare da quelle che incontriamo nella nostra vita quotidiana. Chiediamo al Signore che ci doni quell’inquietudine di cui parla sant’Agostino: «Ci hai fatti per te Signore e il nostro cuore è inquieto fino a quando non riposa in te»

informazioni interparrocchiali

SABATO 23 AGOSTO 2025
AVOSACCO: S. BARTOLOMEO SANTA MESSA ORE 10.30
DOMENICA 24
FESTA DEL LANDER
ISCRIZIONI AL CATECHISMO
PER IL PERCORSO DELLA CRESIMA
I ragazzi e le ragazze di prima e seconda superiore che desiderano ricevere il sacramento della Cresima o Confermazione sono invitati a presentare domanda a don Ivo a mezzo WhatsApp cell 334 578 5102 entro il mese di settembre 2025

Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 348 566 3540
don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com
Per eventuali offerte: IBAN IT 55 P 03069 64326 100000006524
ORARI SANTE MESSE
PIANO: FESTIVO 11.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; FERIALE a CHIUSINI lunedì ore 18.00; ad AVOSACCO giovedì ore 18.00 – ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, martedì ore 18.00 – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 20.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15