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19a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO  anno C 10 agosto 2025

Se sei attento alle grida di gioia e di dolore,

 allora sei pronto a ricevere il Figlio dell’Uomo. L. Stein

Domenica

del “siate pronti!”

Il cristiano prende sul serio il suo impegno in questo mondo; nello stesso tempo è sempre pronto ad accogliere il suo Signore.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. E con il tuo spirito.

PER CHIEDERE PERDONO

Invito all’atto penitenziale: Ci riconosciamo bisognosi della misericordia del Padre: vogliamo essere come quelli che aspettano il ritorno del loro padrone, affinché quando arriverà ci trovi svegli e noi saremo pronti ad aprirgli.

Signore Gesù, tu ci inviti a essere vigili nell’attesa, ma ci smarriamo nelle realtà di questo mondo,  abbi pietà di noi.

Signore pietà!

Cristo Gesù, a differenza di Abramo, la nostra fede vacilla o si è spenta, abbi pietà di noi.

Cristo pietà!

Signore Gesù, la nostra responsabilità spesso si trasforma in oppressione e violenza verso gli altri, abbi pietà di noi.

Signore pietà!

Diciamo insieme: «Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli»; nell’eucaristia il Signore si stringerà le vesti ai fianchi, ci farà mettere a tavola e passerà a servirci. L’anima nostra attende il Signore: egli è nostro aiuto e nostro scudo. Su di noi sia il tuo amore, Signore, come da te noi speriamo.

GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI 

e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.

Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre.

Amen.

PREGHIAMO

Arda nei nostri cuori, o Padre, la stessa fede che spinse Abramo a vivere sulla terra come pellegrino, e non si spenga la nostra lampada, perché vigilanti nell’attesa della tua ora siamo introdotti da te nella patria eterna.

Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

Spesso consideriamo fede, speranza e carità esclusivamente come doni di Dio, altre volte siamo portati a ritenerle espressione della nostra religiosità.

In maniera più equilibrata, dovremmo riconoscere che esse sono doni di Dio che interpellano la nostra responsabilità, sollecitandoci a vivere protesi verso Dio e il prossimo in un mondo troppo spesso ripiegato sui propri interessi ed egoismi.

PRIMA LETTURA

Dal libro della Sapienza (18,3.6-9)

La notte della liberazione, agli Ebrei hai dato una colonna di fuoco per guidarli lungo piste sconosciute. Era come un sole che però non scottava nel loro cammino glorioso attraverso il deserto. I nostri antenati già prima furono preavvisati di questa notte memorabile. Sapevano dunque a quali promesse avevano creduto e in piena sicurezza potevano rallegrarsi.

Perciò il tuo popolo aveva aspettato questa notte come salvezza per i tuoi fedeli e distruzione dei loro nemici. Sì, perché le stesse cose ti servono per castigare i nostri nemici e per glorificare noi, il popolo che hai chiamato e voluto per te. In segreto i discendenti di una stirpe santa ti offrivano sacrifici nella loro fedeltà e si accordavano per rispettare questa legge divina: quelli che appartengono solo a te devono essere solidali tra loro nei momenti belli e in quelli difficili. Essi cantavano i canti del loro popolo.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 32)

Gridate di gioia al Signore, voi giusti; \ da voi, fedeli, si innalzi la lode! \ Felice la nazione che ha il Signore come Dio \ il popolo che egli ha scelto come suo. Rit.

Dall’alto del cielo il Signore guarda \ e vede tutti gli uomini. \ Dal luogo dove abita \ egli osserva tutti gli abitanti della terra. \ Lui ha creato il loro cuore, \ lui conosce le loro azioni. Rit.

Il Signore veglia su chi crede in lui, \ su chi spera nel suo amore; \ per farlo sfuggire alla morte \ e tenerlo vivo in tempo di fame. Rit.

Noi speriamo nel Signore: \ è lui che ci aiuta e ci protegge. \ Da lui viene ogni nostra gioia, \ in lui é tutta la nostra fiducia. \ Il tuo amore ci accompagni, \ perché noi confidiamo in te, Signore. Rit.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera agli Ebrei (11,1-2.8-19)

La fede è un modo di possedere già le cose che si sperano, di conoscere già le cose che non si vedono. A causa di questa fede la Bibbia dà una buona testimonianza ad alcuni uomini del passato. Per fede, Abramo ubbidì quando fu chiamato da Dio: e partì senza sapere dove andava, verso un paese che Dio gli avrebbe dato. Ancora per fede, egli visse come uno straniero nel paese che Dio gli aveva promesso. Abitò sotto le tende, insieme a Isacco e Giacobbe, che pure avevano ricevuto la stessa promessa. Infatti egli aspettava una città con solide fondamenta, quella città che solo Dio progetta e costruisce.

Per fede, Abramo diventò capace di essere padre, anche se ormai era troppo vecchio e sua moglie Sara non poteva avere figli. Ma egli fu sicuro che Dio avrebbe mantenuto la sua promessa. Così, a partire da un solo uomo, che per di più era già come morto, nacque una moltitudine di gente: numerosa come le stelle del cielo, come gli infiniti granelli di sabbia lungo la riva del mare.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

(Alleluia canto per Cristo pag 30)

Alleluia, alleluia. Vegliate e state pronti, perché non sapete in quale giorno verrà il Signore. 

VANGELO

Dal vangelo secondo Luca (12,32-48)

Non abbiate paura, piccolo gregge, perché il Padre vostro ha voluto darvi il suo regno. Vendete quel che possedete e il denaro datelo ai poveri: procuratevi ricchezze che non si consumano, un tesoro sicuro in cielo. Là, i ladri non possono arrivare e la ruggine non lo può distruggere. Perché, dove sono le vostre ricchezze là c’è anche il vostro cuore. Siate sempre pronti, con la cintura ai fianchi e le lampade accese. Siate anche voi come quei servi che aspettano il loro padrone che deve tornare da una festa di nozze, per essere pronti ad aprire subito appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli. Io vi assicuro che egli si metterà un grembiule, li farà sedere a tavola e comincerà a servirli. E se il padrone tornerà a mezzanotte oppure alle tre del mattino e troverà i suoi servi ancora svegli, beati loro! Cercate di capire: se il capofamiglia sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà quando voi non ve lo aspettate. Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola vale solo per noi oppure per tutti?”. Il Signore rispose: “Chi è dunque l’amministratore fedele e saggio? Quello che il padrone ha messo a capo dei suoi servi, perché al momento giusto dia a ciascuno il suo cibo. Se il padrone, quando ritorna, lo troverà occupato a fare così, beato quel servo! Io vi assicuro che gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni.

Se invece quel servo pensa che il suo padrone tardi a venire, e comincia a maltrattare i servi e le serve, per di più si mette a mangiare, a bere e a ubriacarsi, in un momento che lui non sa, quando meno se l’aspetta il padrone arriverà.

Lo separerà dagli altri e lo punirà come si fa con i servi infedeli. Se un servo sa quel che il suo padrone vuole, ma non lo esegue con prontezza, sarà punito severamente.

Se invece un servo si comporta in modo da meritare un castigo, ma non sa quel che il suo padrone vuole, sarà punito meno severamente.

In effetti, chi ha ricevuto molto dovrà rendere conto di molto. Quanto più un uomo ha ricevuto tanto più gli sarà richiesto.

Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

«Non temere, piccolo gregge». Questa è la promessa che ci ha fatto il Signore Gesù. Sostenuti da questa certezza, con il cuore rivolto a colui che deve venire, rivolgiamo al Padre la nostra preghiera perché ci accompagni nel tempo dell’attesa.

Preghiamo insieme: Sostienici, o Padre.

1Padre, donaci la grazia di perseverare, di vigilare per scorgere i segni della tua presenza nella storia del nostro tempo. Preghiamo.

2 Padre, desideriamo una vita realizzata. Difendici dalla violenza, dall’indifferenza, per celebrare in una fede comunitaria le tue lodi, i germogli di liberazione che dissemini nella nostra vita. Preghiamo.

3 – Padre, ci chiedi di uscire e di allargare i nostri confini. Illumina le nostre menti e rendici responsabili del bene e della gioia di tutti i fratelli e le sorelle che incontriamo. Donaci la forza di vigilare e denunciare ogni prevaricazione personale e sociale. Preghiamo.

4 – Padre, la fede che ci chiedi è esigente, rischiosa, talvolta paradossale. Donaci il coraggio e l’esperienza gioiosa della confidenza e dell’abbandono in te. Preghiamo.

(Diciamo assieme) Padre, che ai piccoli doni i tesori incorruttibili del regno dei cieli, sostienici nel difficile cammino di fedeltà alla sequela di Gesù tuo Figlio, nostra magnifica eredità, e donaci di condividere un giorno con lui la gioia della beatitudine eterna. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza trasformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

È bello e motivo di gioia innalzare la lode a te, Dio insuperabile nell’amore, per Gesù Cristo tuo Figlio e Signore nostro, che ci fa conoscere il regno che doni a noi piccolo gregge che lo segue come pastore. Gesù ci invita a cercare in te il tesoro della vita e a seguirlo con tutto il cuore, vivendo come servi pronti per accogliere il padrone che torna dalle nozze, per sedersi alla mensa a cui lui stesso passerà a servirci. Già fin d’ora possiamo sentirci apprezzati da te se viviamo lo stile del servizio generoso, libero da calcoli egoisti e meschini, aperto all’azione dello Spirito che ci educa a vivere come il tuo Figlio. In comunione con gli angeli e i Santi del cielo cantiamo a te, Dio fedele, l’inno della lode: Santo…

(Preghiamo insieme) Ti preghiamo umilmente, Padre Santo: accetta anche noi con l’offerta del tuo Figlio e nella partecipazione a questo convito di salvezza donaci il suo Spirito, perché sia tolto ogni ostacolo sulla via della concordia. Egli renda la tua Chiesa segno di unità tra gli uomini e strumento della tua pace, e ci custodisca in comunione con il nostro papa Leone, il nostro vescovo Riccardo, il collegio episcopale e l’intero tuo  popolo. Accogli nel tuo regno i nostri fratelli e le nostre sorelle che si sono addormentati nel Signore, e tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede. Tu che ci hai convocati intorno alla mensa del tuo Figlio, raccogli in unità gli uomini di ogni stirpe e di ogni lingua, insieme con la Vergine Maria, gloriosa Madre di Dio, con gli apostoli e tutti i santi, nel convito della Gerusalemme nuova, dove splende la pienezza della tua pace.

AL PADRE NOSTRO

Il nostro tesoro è la chiesa del Signore e siamo chiamati a custodirla. Come fratelli e sorelle responsabili di questo tesoro, diciamo insieme: Padre nostro…

AL DONO DELLA PACE:

Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Il nostro cuore sia impegnato per la riconciliazione. Scambiamoci un segno di pace.

DOPO COMUNIONE

La partecipazione a questi sacramenti salvi il tuo popolo, Signore, e lo confermi nella luce della tua verità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

BENEDIZIONE

Il Signore vi benedica e vi protegga. Amen.

Faccia risplendere il suo volto su di voi e vi doni la sua misericordia. Amen.

Rivolga su di voi il suo sguardo e vi doni la sua pace. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre. Amen.

«Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore». In effetti il nostro cuore è attratto dalla realtà più preziosa che abbiamo e si concentra su di essa. Chi ad esempio mette al centro della sua vita un tesoro materiale, ha la mente occupata dal desiderio di mantenerlo e accumulare ancora; chi è innamorato di una persona, concentra i suoi pensieri su di lei, studia il modo di incontrarla e di piacerle, fa ruotare il mondo attorno a questo affetto; chi è preso da un grande ideale, come la giustizia, la pace, l’impegno per gli altri, non guarda a se stesso ma si sbilancia tutto sulla meta da raggiungere. Insomma: il nostro cuore si trova davvero là dove noi identifichiamo il nostro tesoro: che siano cose materiali, affetti umani o grandi ideali. Gesù a questo punto dà un consiglio: «Fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma»; cioè: collocate il vostro tesoro nei cieli. È un consiglio che potrebbe apparire astratto e che provoca qualche sorrisino in chi è attratto dalle cose materiali, è innamorato o è preso da grandi ideali terreni. Gesù qui rischia di fare la figura del Don Chisciotte, che è spesso vittima della sua grande ingenuità. Ma il suo messaggio è tutt’altro che ingenuo: non dice che il tesoro celeste sia alternativo a quelli terreni, ma dice piuttosto che quelli terreni prendono il loro significato dal tesoro celeste. Il Signore non disprezza le cose materiali – lui stesso le ha utilizzate – ma chiede che siano usate tenendo presente che ce ne verrà chiesto conto al termine della vita; non disprezza le attrazioni umane, l’innamoramento e l’amicizia – anche lui ha vissuto intensamente gli affetti ed è arrivato persino alla commozione e al pianto – ma chiede che non siano fine a se stesse e che siano messe al servizio dell’amore vero. Gesù non disprezza i grandi ideali di giustizia e di pace – anzi, al centro del suo messaggio colloca proprio l’amore e la giustizia, specie a favore dei più svantaggiati – ma dice che questi ideali sono ancora più robusti e motivati se sostenuti dalla fede in Dio. È questa la scommessa del vangelo: chi pone il proprio tesoro in cielo non deve affatto rinunciare a ciò che di autentico c’è nel proprio tesoro terreno, ma lo utilizza con maggiore frutto. Se uno punta solamente su un tesoro terreno, rimane deluso. Prima di tutto perché durante la vita terrena questo tesoro è continuamente insidiato dai «ladri» e dai «tarli», cioè da tutto ciò che può togliercelo: che si tratti di un tesoro materiale, di un affetto o di un ideale, tutte le realtà terrene sono sempre instabili e precarie e se uno punta solo su di esse vive nell’ansia di perderle. Ma poi chi punta unicamente su un tesoro terreno rimane deluso anche perché questo tesoro non resiste alla prova della morte, quando — come dice il vangelo di oggi — tornerà il padrone di casa e noi dovremo rendere conto di come abbiamo amministrato i doni che ci ha consegnato. Chi invece affida il proprio cuore al tesoro nei cieli, cioè a Dio, tenendo conto che la vita terrena finisce e sfocia nella vita eterna, riesce a dare il vero valore anche ai tesori terreni. Molti hanno paura che vivere intensamente la fede comporti la rinuncia ai tesori terreni più belli. Certo, mettere Dio al centro comporta anche delle rinunce, perché molti atteggiamenti sono incompatibili con la fede: e sono appunto quegli atteggiamenti egoistici che non fanno crescere, che si ritorcono contro chi li pratica; ma in realtà scegliere in Dio il proprio tesoro significa vivere gli altri tesori — beni materiali, affetti, ideali — nel loro spessore autentico, nel loro significato più profondo. Significa non temere troppo ladri e tarli, cioè evitare quell’ansia di fondo che prende chi punta solo sui tesori terreni; significa affidare spesso a Dio le cose e le persone più preziose che abbiamo, sapendo che — consegnate a lui — sono in mani sicure.

«State pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese»: a questo punto è chiaro il senso dell’invito di Gesù. «State pronti» non vuol dire «pensate continuamente alla morte»; è vero che il pensiero della morte non va rimosso e allontanato, ma Gesù non ci chiede di vivere con questa idea incombente della nostra fine. «State pronti» vuol dire «vivete e usate i vostri tesori terreni sapendo che devono servire per far crescere il vostro tesoro celeste». E se viviamo così ci sarà una sorpresa finale, che Gesù ha in parte ridotto — come chi rivela in anticipo la fine di un romanzo giallo — dicendo che al ritorno del padrone si metterà lui stesso a servire… i suoi servi: «Si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli». Il Signore diventerà nostro servo, se avremo affidato a lui la nostra vita: affidare a lui il nostro cuore dà quindi un frutto che nessun tesoro terreno da solo può dare: il frutto di una gioia senza fine, in compagnia di Dio e delle persone che abbiamo amato.

informazioni   interparrocchiali

VENERDÌ 15 AGOSTO 2025

FESTA DELL’ASSUNTA – SANTE MESSE CON L’ORARIO DOMENICALE

SABATO 16

LOVEA: FESTA DI S. ROCCO, S. MESSA ORE 11.15

CALENDARIO DEL MESE DI AGOSTO

SABATO 23: AVOSACCO, S. BARTOLOMEO SANTA MESSA ORE 10.30

ISCRIZIONI AL CATECHISMO

PER IL PERCORSO DELLA CRESIMA

I ragazzi e le ragazze di prima e seconda superiore che desiderano ricevere il sacramento della Cresima o Confermazione sono invitati a presentare domanda a don Ivo a mezzo WhatsApp cell 334 578 5102 entro il mese di settembre 2025

Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 348 566 3540

don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com

Per eventuali offerte: IBAN IT 55 P 03069 64326 100000006524

ORARI SANTE MESSE

PIANO: FESTIVO 11.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; FERIALE a CHIUSINI lunedì ore 18.00; ad AVOSACCO giovedì ore 18.00 – ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, martedì ore 18.00 – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 20.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15