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18^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO  anno C 3 agosto 2025

L’oro apre tutte le porte meno quella del cielo.

Domenica “di ciò che conta davanti a Dio”

Gesù non propone un disinteresse per le cose terrene tanto nobile quanto irrealizzabile. Egli ci invita ad armonizzare la cura delle realtà mondane con il fine verso cui siamo chiamati: la vita eterna. Denaro, ricchezza, stabilità economica, saggezza nella gestione dei beni materiali sono mezzi indispensabili alla vita biologica dell’uomo e negarlo significa tacere sul fatto che, se male amministrati e distribuiti, possono diventare strumenti di ingiustizia.

Tutte queste cose, però, restano dei mezzi incapaci di superare l’ostacolo sicuro della morte: mezzi che, se assolutizzati, fanno perdere di vista l’unico fine che dà senso alla vita.

              Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il Signore Gesù Cristo che offre a tutti la sua salvezza, la sua grazia, la sua pace, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

              PER CHIEDERE PERDONO

Invito all’atto penitenziale: Quante volte ci sbagliamo sulle priorità della nostra vita! Il rischio di anteporre “qualcosa” all’amore del Signore è sempre in agguato. Tutti siamo esposti alla possibilità dell’idolatria.

Chiediamo al Signore la conversione del cuore, invocando la sua misericordia.

Signore Gesù, ci rivolgiamo a te solo per i nostri interessi umani; abbi pietà di noi. Signore pietà!

Cristo Gesù, siamo miopi nel considerare i veri valori della vita; abbi pietà di noi Cristo pietà!

– Signore Gesù, in te è nascosto ogni tesoro di saggezza. Liberaci dalla voglia di accumulare e aumenta in noi la fede. Signore, pietà!

Diciamo insieme: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione. Tu fai ritornare l’uomo dalla polvere, nel tuo perdono continui a dirci: «Ritornate, figli dell’uomo». Ci siamo rivestiti di una nuova umanità, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Gesù in cui siamo creati. Amen.

GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI 

e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

PREGHIAMO

O Dio, principio e fine di tutte le cose, che in Cristo tuo Figlio ci hai chiamati a possedere il regno, fa’ che operando con le nostre forze a sottomettere la terra non ci lasciamo dominare dalla cupidigia e dall’egoismo, ma cerchiamo sempre ciò che vale davanti a te.

Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello spirito santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

Risuona nella Liturgia di oggi l’invito ad abbandonare le false sicurezze, quelle legate soprattutto al possesso dei beni terreni, per cercare, invece, le “cose di lassù”.

Tra i bisogni fondamentali dell’uomo c’è sempre la ricerca di sicurezza, la ricerca di un fondamento stabile nella sua vita. Il Vangelo ce lo indica nella fede, più che nella brama di ricchezze.

PRIMA LETTURA

Dal libro del Qoèlet (1,2; 2,21-23)

Tutto è come un soffio di vento: vanità, vanità, tutto è vanità”, dice Qoelet. Infatti, un uomo che lavora con abilità, intelligenza e impegno deve poi lasciar tutto a uno che non ha fatto niente.

Anche questo è assurdo, non è giusto.

Insomma, che cosa ricava l’uomo da tutte le fatiche e preoccupazioni della sua vita? Di giorno egli non fa che soffrire e agitarsi per i suoi affari. E non ha pace neppure di notte.

Anche questo è assurdo.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 94,1-2. 6-9)

Rit. Signore, sei stato per noi un rifugio.

Venite, lodiamo il Signore, / gridiamo di gioia al Dio che ci protegge! / Andiamogli incontro con gratitudine, / cantiamo a lui canti di festa. Rit.

Venite, in ginocchio adoriamo, / inchiniamoci al Dio che ci ha creati. / Lui è il nostro Dio e il nostro pastore, / noi siamo il suo popolo, / il gregge che la sua mano conduce. Rit.

Ascoltate oggi questa sua parola: / “Non indurite i vostri cuori / come i vostri padri nel deserto, / in quel giorno di tentazione e di discordia / mi misero alla prova e vollero tentarmi, / eppure sapevano quel che avevo fatto per loro. Rit.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (3,1-5.9-11)

Se voi siete risuscitati insieme con Cristo, cercate le cose del cielo, dove Cristo regna accanto a Dio. Pensate alle cose del cielo e non a quelle di questo mondo. Perché voi siete già come morti: la vostra vera vita è nascosta con Cristo in Dio. E quando Cristo, che è la vostra vita, sarà visibile a tutti, allora si vedrà anche la vostra gloria, insieme con la sua. Perciò fate morire in voi gli atteggiamenti che sono propri di questo mondo: immoralità, passioni, impurità, desideri maligni e quella voglia sfrenata di possedere che è un tipo di idolatria. Non ci sia falsità quando parlate tra voi, perché voi avete abbandonato la vecchia vita e le sue azioni, come si mette via un vestito vecchio. Ormai siete uomini nuovi, e Dio vi rinnova continuamente per portarvi alla perfetta conoscenza e farvi essere simili a lui che vi ha creati. Così, non ha più importanza essere Greci o Ebrei, circoncisi o no, barbari o selvaggi, schiavi o liberi: ciò che importa è Cristo e la sua presenza in tutti noi.  

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia passeranno i cieli pag 31

Alleluia, Alleluia. Il regno dei cieli è vicino:

convertitevi e credete al vangelo.

VANGELO

Dal vangelo secondo Luca (12,13-21)

Un tale che stava in mezzo alla folla disse a Gesù: “Maestro, di’ a mio fratello di spartire con me l’eredità”. Ma Gesù gli rispose: “Amico, non sono qui per fare da giudice nei vostri affari o da mediatore nella spartizione dei vostri beni”. Poi disse agli altri: “Badate di tenervi lontani dal desiderio delle ricchezze, perché la vita di un uomo non dipende dai suoi beni, anche se è molto ricco”. Poi raccontò loro questa parabola: “Un ricco aveva delle terre che gli davano abbondanti raccolti. Tra sé e sé faceva questi ragionamenti: “Ora che non ho più posto dove mettere i nuovi raccolti cosa farò?”. E disse: “Ecco, farò così: demolirò i vecchi magazzini e ne costruirò altri più grandi. Così potrò metterci tutto il mio grano e i miei beni. Poi finalmente potrò dire a me stesso: Bene! Ora hai fatto molte provviste per molti anni. Riposati, mangia, bevi e divertiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto! Proprio questa notte dovrai morire, e a chi andranno le ricchezze che hai accumulato?”. Alla fine Gesù disse: “Questa é la situazione di quelli che accumulano ricchezze solo per se stessi e non si preoccupano di arricchire davanti a Dio”.

Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Signore, la nostra vita è complicata, talvolta incerta e confusa. Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio.

Preghiamo insieme dicendo:

Illuminaci, Padre.

Signore, aiutaci a leggere la nostra vita con la fede necessaria per evitare di porre tutta la nostra speranza su beni effimeri e inconsistenti. Preghiamo.

Padre, aiutaci come chiesa ad essere sempre modello di solidarietà, di fraternità e giustizia, mettendo sempre al centro del nostro agire il tuo vangelo e il tuo amore. Preghiamo.

Signore, illumina i capi di Stato e di governo. Perché riconoscano, con dolore e sincerità, che la causa di tutte le guerre si trova sempre nell’egoismo, nell’interesse di pochi, nella follia di molti. Preghiamo.

Signore, sostieni coloro che sono in difficoltà economiche e faticano ad andare avanti. Aiutali nei loro sforzi, non fargli perdere la speranza e fa’ che possano trovare in noi un aiuto concreto e un cuore accogliente. Preghiamo.

(Diciamo assieme) Saziaci con il tuo amore: esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. Sia su di noi la dolcezza del Signore: Dio, rendi salda per noi l’opera delle nostre mani. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Padre, fonte della carità, ci sentiamo parte viva del Regno che tu doni a tutti gli uomini perché siano felici, lavorando con umile fiducia nella tua Provvidenza e usando con saggezza i beni della terra.

Gesù, tuo Figlio, ci insegna a guardare oltre alle rivendicazioni umane, per leggere nelle vicende della storia i segni della tua presenza, il realizzarsi del tuo Regno. Il lavoro umano ci permette di trasformare il mondo perché sia casa accogliente per ogni uomo e donna, diventando bene prezioso per ogni popolo, se per primi ci liberiamo dalla logica della cupidigia che ci rende avversari gli uni gli altri quasi nemici da cui difenderci perché sfruttiamo in modo sbagliato i tuoi doni.

Riuniti dalla tua Parola, purificati dal tuo perdono, incoraggiati dall’esempio dei santi cantiamo la lode a te: Santo…

Preghiamo insieme: Guarda, con benevolenza, Padre clementissimo coloro che ricongiungi a te nel sacrificio del tuo Figlio, e fa’ che, partecipando all’unico pane e all’unico calice, per la potenza dello Spirito Santo, siano riuniti in Cristo in un solo corpo, che non conosca divisione e discordia.

Custodisci tutti noi in comunione di fede e di amore con il nostro papa Leone, e il nostro vescovo Riccardo.

Aiutaci ad attendere insieme l’avvento del tuo regno fino al giorno in cui staremo davanti a te, santi tra i santi, nella dimora del cielo, con la beata Maria, Vergine e madre di Dio, gli apostoli e i tutti i santi, con i nostri fratelli e sorelle defunti che affidiamo alla tua misericordia.

Allora, liberati ormai dalla ferita della colpa, e fatti pienamente nuova creatura, canteremo con gioia l’inno di ringraziamento che sale a te dal tuo Cristo vivente in eterno.

AL PADRE NOSTRO:

La nostra vita è nascosta con Cristo in Dio! In Cristo, nostra vita, manifestiamo che siamo di Dio dicendo: Padre nostro…

AL DONO DELLA PACE:

La giusta relazione con i beni comporta una giusta relazione con gli altri. In un mondo segnato da guerre nate dall’egoismo, dobbiamo essere segno della pace che solo il Signore ci può donare. Scambiamoci un segno di pace.

DOPO LA COMUNIONE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo, e rendilo degno dell’eredità eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Siamo ricchi solo di ciò che doniamo

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: “Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità. Ma egli rispose: “O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?”. E disse loro: “Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede […]”

La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Una benedizione del cielo, secondo la visione biblica; un richiamo a vivere con molta attenzione, secondo la parabola di Gesù. Nel Vangelo le regole che riguardano la ricchezza si possono ridurre essenzialmente a due soltanto:

1. non accumulare;

2. quello che hai ce l’hai per condividerlo.

Sono le stesse che incontriamo nel seguito della parabola: l’uomo ricco ragionava tra sé: come faccio con questa fortuna? Ecco, demolirò i miei magazzini e ne ricostruirò di più grandi. In questo modo potrò accumulare, controllare, contare e ricontare le mie ricchezze. Scrive san Basilio Magno: “E se poi riempirai anche i nuovi granai con un nuovo raccolto, che cosa farai? Demolirai ancora e ancora ricostruirai? Con cura costruire, con cura demolire: cosa c’è di più insensato? Se vuoi, hai dei granai: sono nelle case dei poveri”. I granai dei poveri rappresentano la seconda regola evangelica: i beni personali possono e devono servire al bene comune. Invece l’uomo ricco è solo al centro del suo deserto di relazioni, avvolto dall’aggettivo “mio” (i miei beni, i miei raccolti, i miei magazzini, me stesso, anima mia), avviluppato da due vocali magiche e stregate “io” (demolirò, costruirò, raccoglierò…). Esattamente l’opposto della visione che Gesù propone nel Padre Nostro, dove mai si dice “io”, mai si usa il possessivo “mio”, ma sempre “tu e tuo; noi e nostro”, radice del mondo nuovo. L’uomo ricco della parabola non ha un nome proprio, perché il denaro ha mangiato la sua anima, si è impossessato di lui, è diventato la sua stessa identità: è un ricco. Nessuno entra nel suo orizzonte, nessun “tu” a cui rivolgersi. Uomo senza aperture, senza brecce e senza abbracci. Nessuno in casa, nessun povero Lazzaro alla porta. Ma questa non è vita. Infatti: stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta indietro la tua vita. Quell’uomo ha già allevato e nutrito la morte dentro di sé con le sue scelte. È già morto agli altri, e gli altri per lui. La morte ha già fatto il nido nella sua casa. Perché, sottolinea la parabola, la tua vita non dipende dai tuoi beni, non dipende da ciò che uno ha, ma da ciò che uno dà. La vita vive di vita donata. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo dato via. Alla fine dei giorni, sulla colonna dell’avere troveremo soltanto ciò che abbiamo avuto il coraggio di mettere nella colonna del dare. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio. Chi accumula per sé, lentamente muore. Invece Dio regala gioia a chi produce amore; e chi si prede cura della felicità di qualcuno, aiuterà Dio a prendersi cura della sua felicità.

informazioni   interparrocchiali

SABATO 9 AGOSTO PELLEGRINAGGIO GIUBILARE ALLA PIEVE DI SAN PIETRO. Le nostre parrocchie assieme a tutte quelle delle Collaborazioni pastorali di Paluzza e S. Pietro in Carnia vivranno un grande momento di grazia con il loro Pellegrinaggio Giubilare alla Pieve di San Pietro in Zuglio. La celebrazione inizierà alle ore 10.00 presso la Polse di Cougnes. Per chi desidera raggiungere a piedi la Polse e poi la Pieve di S. Pietro gli appuntamenti sono fissati per le ore 7.00 presso le scuole di Sutrio, per le ore 8.00 presso il parcheggio delle Terme di Arta e per le 8.30 presso il parcheggio di Zuglio (accanto alla strada che sale a Fielis). Per chi utilizza la macchina presso La Polse c’è abbondanza di parcheggi.

 • In caso di pioggia ritrovo per tutti presso la Polse. Dalle 12.00 si può pranzare presso il ristorante de La Polse, previa prenotazione al numero 0433 92296, al costo di € 15. Rientro con mezzi propri.

QUAL’ È LO SCOPO DEL GIUBILEO

Il Giubileo 2025 o Anno Santo è un evento di grande rilevanza per la Chiesa cattolica e per i fedeli di tutto il mondo. Con il motto “Pellegrini di Speranza”, questo Anno Santo invita i credenti a intraprendere un cammino di fede e rinnovamento spirituale, sottolineando l’importanza della speranza nel contesto attuale.

L’obiettivo principale del Giubileo è di promuovere la riconciliazione, la conversione e il rinnovamento spirituale. Durante questo periodo, i fedeli hanno l’opportunità di ottenere l’indulgenza plenaria, ovvero la remissione totale dei peccati, attraverso specifiche pratiche religiose come la confessione, la comunione, la preghiera e opere di misericordia. Il Giubileo è anche un’occasione per riflettere sulla propria fede, rafforzare il rapporto con Dio e impegnarsi in opere di carità e solidarietà verso il prossimo.  Il Giubileo è quindi un momento di grazia e di festa per la Chiesa, un’occasione per guardare al futuro con speranza e rinnovare l’impegno a vivere secondo i valori cristiani. 

In sintesi, il Giubileo mira a:

  • Riconciliazione: Riappacificare i fedeli con Dio e con il prossimo, attraverso la remissione dei peccati e il perdono. 
  • Conversione: Offrire un’opportunità di cambiamento interiore e di rinnovamento spirituale. 
  • Rinnovamento: Rinvigorire la fede dei cristiani e promuovere opere di bene. 
  • Indulgenza Plenaria: Concedere la remissione dei peccati. Potranno ricevere l’indulgenza i fedeli “veramente pentiti”, “mossi da spirito di carità”, “che, nel corso del Giubileo, purificati attraverso il sacramento della penitenza e ristorati dalla Santa Comunione pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice”. L’indulgenza potrà essere applicata “in forma di suffragio alle anime del Purgatorio”.
  • Pellegrinaggio: Compito da intraprendere per avvicinarsi a Dio e raggiungere il rinnovamento interiore. 

DOMENICA 10

CHIUSINI: BATTESINO DI TOMMASO PITTINO DI LUCA E DI SABRINA GORTANUTTI

CALENDARIO MESE DI AGOSTO

SABATO 16: LOVEA FESTA DI S. ROCCO, S. MESSA ORE 11.15 – SABATO 23: AVOSACCO S. BARTOLOMEO S. MESSA ORE 10.30

ISCRIZIONI AL CATECHISMO

PER IL PERCORSO DELLA CRESIMA

I ragazzi e le ragazze di prima e seconda superiore che desiderano ricevere il sacramento della Cresima o Confermazione sono invitati a presentare domanda a don Ivo a mezzo WhatsApp cell 334 578 5102 entro il mese di settembre 2025

Suore: Cedarchis 334 18 52 226 – 348 566 3540

don Ivo 334 57 85 102; e-mail: ivodereani@gmail.com

Per eventuali offerte: IBAN IT 55 P 03069 64326 100000006524

ORARI SANTE MESSE

PIANO: FESTIVO 11.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; FERIALE a CHIUSINI lunedì ore 18.00; ad AVOSACCO giovedì ore 18.00 – ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, martedì ore 18.00 – CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 – PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 20.00 – CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 – RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 – LOVEA: FESTIVO ORE 11.15